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Guide

Passare da Bitwarden a KeePass

· · di skariko

Abbiamo creato una pratica guida per passare da Bitwarden a KeePass mantenendo comunque le password in cloud. Ecco come fare!

Oggi vi proponiamo un’altra guida, come sapete dall’introduzione del livello di difficoltà su Le Alternative abbiamo deciso di inserire anche guide più o meno complesse per riuscire a imparare sempre più cose e per trovare sempre più alternative. Oggi abbiamo provato a passare da Bitwarden a KeePass, due password manager di cui abbiamo già parlato in passato (articolo su Bitwarden e articolo sui password manager).

Come sempre vi chiediamo di usare prudenza soprattutto se non siete certi di quello che fate: prima di eliminare, eventualmente, il vostro account su Bitwarden assicuratevi che davvero tutto funzioni a dovere su KeePass.

I motivi per cui potreste aver bisogno e/o voglia di fare una cosa del genere sono diversi. Bitwarden attualmente rimane uno dei migliori, se non il migliore, password manager in circolazione. Inoltre è open source e libero, dunque se non vi piace per esempio l’idea che nel 2022 abbia ricevuto un investimento di 100 milioni di dollari fonte o il fatto che utilizza i server di Microsoft (oggi si può scegliere tra Stati Uniti ed Europa) fonte, potete sempre utilizzare un server compatibile con Bitwarden (si chiama Vaultwarden) gestito dai Devol: https://vaultwarden.devol.it/

Uno dei motivi, inoltre, per cui questo articolo e questo sito esistono è proprio l’intenzione di trovare alternative. Sempre.

Passare da Bitwarden a KeePass

Se però volete gestire in autonomia le vostre password e non siete in grado e/o non volete tirare su un vostro server Bitwarden allora potreste iniziare a pensare di passare da Bitwarden a KeePass.

L’obiettivo finale nostro è cercare di replicare quanto fa Bitwarden, cosa non scontata visto che KeePass nasce come organizzatore di password locale e offline. Visto però che è un progetto open source e libero nel corso degli anni sono nati decine di software che gestiscono i file creati da KeePass, ovvero i file con estensione .kdbx.

Nel nostro caso abbiamo provato a replicare l’utilizzo di Bitwarden utilizzando questi strumenti:

Come molti di voi avranno facilmente intuito cercheremo di sostituire Bitwarden con KeePass con l’archiviazione delle password in cloud su un provider che permette di sfruttare il protocollo WebDAV. In questo modo appoggerete il file .kdbx (crittografato) in cloud e lo gestirete in locale con i vari fork di KeePass.

Vediamo, passo passo, come abbiamo fatto.

Primo passo: esportare la cassaforte

Come prima cosa dovete esportare la cassaforte di Bitwarden. Oggi si può fare dal sito, dall’app per computer e anche dall’estensione del browser fonte: sul sito si va in Tools -> Export, nell’estensione in Settings -> Vault options -> Export vault. Salvate il file in formato .json e tenetelo in un posto sicuro: se lo esportate non cifrato contiene tutte le vostre password in chiaro, quindi cancellatelo appena avete finito. Se avete anche delle organizzazioni con le quali condividete le password, esportate anche quelle: nella stessa schermata, dal menu Export from scegliete il nome dell’organizzazione al posto di My vault.

Ora abbiamo sul nostro computer il file (o i file) .json che contengono tutte le nostre informazioni.

Secondo passo: importare su KeePass

Il modo più semplice, oggi: dalla versione 2.7.7 (marzo 2024) KeePassXC importa direttamente l’export di Bitwarden, e dalla 2.7.9 gestisce meglio anche quello cifrato fonte. Se usate KeePassXC, che vi servirà comunque al quarto passo, potete fare tutto da lì e saltare KeePass originale. Il procedimento che segue resta valido per chi preferisce KeePass.

Con KeePass originale per desktop si fa così: scarichiamolo dal sito ufficiale. Scaricate la versione 2.x perché è più recente e vi permetterà di importare facilmente il file .json di Bitwarden.

Una volta installato KeePass create una nuova cassaforte. Come abbiamo spiegato questa è una guida per avere i file in cloud e non in locale dunque come percorso gli diamo quello che vogliamo su kDrive, Koofr o sul nostro provider con protocollo WebDAV. Salviamo la cassaforte, scegliamo una password sicura e poi su KeePass selezioniamo File -> Import.

Qui come potete vedere c’è già l’opzione per importare file da Bitwarden con estensione .json (ci sono anche molti altri password manager: se ne provate qualcuno, fateci sapere come funziona). Selezioniamo il nostro file (o i nostri file) .json e importiamo. Non dovreste ricevere alcun errore e ora avete il vostro bel file .kdbx con dentro tutte le password di Bitwarden e in cloud, crittografato, sul vostro provider WebDAV di fiducia.

Terzo passo: usare KeePass su Android

Non abbiamo ancora finito perché, come abbiamo spiegato, non esiste “un’app di KeePass” da usare ovunque ma dovremo fare qualche (piccolo) passo in più. Installiamo KeePassDX sul nostro Android: potete farlo tramite F-Droid, Play Store o direttamente da GitHub.

KeePassDX non è l’unica applicazione che potete o dovete usare: esistono letteralmente decine di applicazioni ottime per gestire i file .kdbx. Per esempio ci sono AuthPass oppure Keepass2Android. Noi parleremo di KeePassDX perché ci è sembrata la più completa, la più interessante e la più aggiornata.

Dopo averla scaricata vi basterà dirle che volete aprire un database esistente. Cercate il file sul vostro cloud online (se avete l’app di kDrive o Koofr sarà tutto molto più semplice perché lo potrete vedere come se fosse un file locale) e apritelo inserendo la vostra master password.

Ora nelle impostazioni di KeePassDX potete decidere un po’ cosa fare: se permette di riempire i campi autonomamente impostando l’autocompletamento, se utilizzare la Magitastiera (una tastiera creata ad hoc per inserire username e password) oppure se preferite inserire manualmente i vari dati.

E su iOS?

Come sapete purtroppo non abbiamo sempre la possibilità di provare programmi su iOS. KeePass tuttavia è software libero ed esistono dunque anche software per iOS. Potete provare ad utilizzare AuthPass oppure Strongbox. Entrambi dovrebbero gestire le password di KeePass senza alcun problema.

Quarto passo: usare KeePass su desktop

Ora che siamo sistemati su Android possiamo passare al desktop. Se volete potete utilizzare il KeePass già installato: con la funzione Auto-Type scrive per voi nome utente e password in qualsiasi finestra, anche nel browser, simulando la tastiera fonte. Non ha però un’estensione ufficiale per i browser. Dunque se preferite un’estensione vi consigliamo di utilizzare il software KeePassXC di cui esistono anche le estensioni per Chrome e Brave e Firefox.

Attenzione: per utilizzare le estensioni è necessario e obbligatorio installare prima (e tenere aperto) il programma KeePassXC.

Dunque installiamo KeePassXC, seguiamo le istruzioni per aprire una nostra cassaforte e poi andando in Strumenti -> Impostazioni -> Integrazione browser, attivate Abilita l’integrazione del browser, selezionate il browser sul quale volete usare l’estensione e premete Ok. Ora potete installare l’estensione sul browser che verrà sincronizzata automaticamente con il programma. L’estensione funziona bene o male come Bitwarden ed è molto pratica e semplice da usare.

Passare da Bitwarden a KeePass: conclusioni

Dunque abbiamo terminato la nostra guida: ora dovreste avere tutto sincronizzato sul vostro provider WebDAV e avere un maggiore controllo delle vostre password rispetto a Bitwarden.

Ultimi appunti di sicurezza: sia KeePass che Bitwarden permettono di memorizzare anche i codici TOTP per l’autenticazione a due fattori. Tendenzialmente sconsigliamo questa procedura perché viene meno uno dei motivi per cui esiste l’autenticazione a due fattori: se qualcuno viene in possesso della password della vostra cassaforte siete letteralmente fregati.

Anche se è un po’ più noioso e meno pratico, consigliamo sempre l’utilizzo di applicazioni esterne per l’autenticazione a due fattori. Ce ne sono molte, qui ne abbiamo analizzate diverse. In breve se avete Android potete usare Aegis oppure Stratum (che una volta si chiamava Authenticator Pro), e se avete iOS potete usare Ente Auth, che funziona anche su Android.

Cosa è cambiato in questo articolo (1)
  • 2026-10-31: oggi KeePassXC importa direttamente l’export di Bitwarden e Bitwarden esporta anche dall’estensione; per la 2FA al posto di Raivo OTP e Authenticator Pro (ora Stratum) consigliamo Aegis, Stratum ed Ente Auth; Bitwarden oggi ha anche server in Europa; aggiornati export delle organizzazioni, Auto-Type di KeePass e nomi dei menu di KeePassXC; refusi.

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