Proton Pass, il gestore di password di Proton
Licenza GPL v3.0
Proton Pass tre anni dopo: password, passkey, alias email, cartelle e regole di riempimento automatico. Cosa offre oggi, quanto costa e cosa non ci convince.
Indice
Quando abbiamo scritto la prima versione di questo articolo, a luglio 2023, Proton Pass era appena uscito dalla beta e aveva ancora parecchie pecche di gioventù. Sono passati più di tre anni e nel frattempo è cresciuto molto: ha le app per computer, è arrivato su F-Droid, ha passato un nuovo audit indipendente e da ottobre 2026 ha anche le cartelle. Abbiamo quindi riscritto l’articolo da capo, per raccontarvi com’è oggi.
Cos’è Proton Pass
Proton Pass è il gestore di password di Proton, l’azienda svizzera di Proton Mail. Salva password, passkey, note e carte di credito, le sincronizza su tutti i dispositivi e le compila al posto vostro nei siti e nelle app. In più crea alias email, cioè indirizzi “di copertura” da dare ai siti al posto del vostro indirizzo vero: dietro c’è SimpleLogin, che Proton ha acquistato nel 2022.
Tutto è protetto da crittografia end-to-end, anche i metadati come i nomi dei siti: i dati vengono cifrati sul vostro dispositivo prima di partire, e Proton non può leggerli.
Si usa da browser (estensioni per Firefox, Chrome, Brave, Edge e Safari), con le app per Windows, macOS e Linux, con le app per Android e iOS e dal sito pass.proton.me. Per chi lavora da terminale c’è anche una versione a riga di comando.
Cosa sa fare oggi
- Non solo password: oltre a login, passkey, note e carte di credito si possono salvare identità (nome, indirizzo, documenti), reti Wi-Fi, chiavi SSH, credenziali per programmatori e qualsiasi altra cosa grazie agli elementi personalizzati. A ogni elemento si possono anche allegare file (nei piani a pagamento): ne avevamo parlato qui.
- Cartelle e sottocartelle (novità di ottobre 2026): dentro ogni cassaforte si possono creare cartelle, anche una dentro l’altra, e spostarci gli elementi trascinandoli. La ricerca si può limitare a una cartella. Crearle è riservato ai piani a pagamento, ma chi usa la versione gratuita le vede comunque nelle casseforti che altri condividono con lui. Per ora una cartella non si può condividere da sola: segue le regole di condivisione della sua cassaforte.
- Regole di compilazione per indirizzo (novità di ottobre 2026): per ogni login si può decidere dove Proton Pass deve proporre le credenziali. Su tutto il dominio e i sottodomini, solo su un indirizzo preciso, oppure mai su una certa pagina. Chi è più esperto può usare anche caratteri jolly ed espressioni regolari. Si può scegliere anche quali campi compilare.
- Alias email: 10 nella versione gratuita, illimitati a pagamento, dove si possono usare anche con un proprio dominio e si può scrivere direttamente dall’alias.
- Codici per l’autenticazione a due fattori integrati. Come sapete noi preferiamo tenerli separati dalle password, e Proton stessa ha nel frattempo pubblicato un’app a parte e gratuita, Proton Authenticator (anche su F-Droid).
- Pass Monitor: segnala le password deboli o riutilizzate e, a pagamento, controlla se i vostri indirizzi email e i vostri alias compaiono nei furti di dati (ne avevamo scritto qui). Da ottobre 2026 controlla anche le password stesse: se una delle vostre compare tra quelle rubate e pubblicate online, vi avvisa di cambiarla. Il confronto avviene sul vostro dispositivo, usando una sorta di “impronta” della password: la password vera non viene mai inviata.
- Condivisione: si possono condividere intere casseforti con altre persone o, nei piani a pagamento, mandare un singolo elemento con un link sicuro, che scade dopo un tempo a scelta (da un’ora a 30 giorni) o dopo un certo numero di aperture.
- Accesso di emergenza (a pagamento): si possono indicare persone di fiducia che potranno accedere alle vostre casseforti se vi succede qualcosa.
- Accesso offline dalle app, e importazione da praticamente tutti gli altri gestori di password e dai browser.
Sicurezza e privacy
Le app di Proton Pass sono open source con licenza GPL v3.0 fonte. Il software che gira sui server di Proton invece non è pubblico: a differenza di Bitwarden non si può installare Proton Pass su un proprio server e si devono per forza usare quelli di Proton, in Svizzera. Non è un problema di sicurezza, perché sui server arrivano solo dati già cifrati, ma chi vuole tenere tutto in casa propria deve guardare altrove.
Per questo contano molto gli audit indipendenti. Dopo il primo audit di Cure53 del 2023 fonte, tra gennaio e aprile 2026 la società tedesca Recurity Labs ha controllato estensioni, app per computer e smartphone e la versione a riga di comando. Non ha trovato modi per attaccare un utente da remoto né per aggirare la crittografia; le raccomandazioni riguardavano soprattutto come le app tengono in memoria i dati mentre sono aperte, e Proton le ha corrette fonte.
C’erano poi due critiche che avevamo fatto noi nel 2023, e che oggi sono risolte:
- Il blocco con il solo PIN: allora l’estensione si poteva bloccare solo con un PIN di 6 cifre. Oggi si può scegliere tra PIN, password e, dove il dispositivo lo permette, impronta digitale o riconoscimento del volto.
- Tutto dentro lo stesso account Proton: chi ha mail, Drive e password sotto un’unica password poteva sentirsi poco tranquillo. Oggi si può impostare una password extra che serve solo per Proton Pass fonte: chi entra nella vostra mail non entra anche nelle vostre password. L’avevamo vista in prova nel 2024, ora è per tutti. Attenzione però: se la dimenticate, non c’è modo di recuperare l’accesso alle password.
Nel 2023 vi avevamo segnalato anche dei problemi con il riempimento automatico su alcuni browser per Android, Brave in particolare. Non abbiamo prove recenti nostre per dire se ci sono ancora: se vi capita, fatecelo sapere.
Quanto costa
La versione gratuita è tra le più generose: password, note e carte illimitate, passkey, nessun limite di dispositivi, 10 alias e gli avvisi sulle password deboli o riutilizzate fonte. Mancano i codici 2FA (ne permette pochissimi), gli allegati, la creazione di cartelle, il controllo dei furti di dati e l’accesso di emergenza.
I piani a pagamento, al 15 ottobre 2026 fonte:
- Pass Plus: 4,99 € al mese, oppure 35,88 € all’anno (2,99 € al mese);
- Pass Family, fino a sei persone: 6,99 € al mese, oppure 59,88 € all’anno (4,99 € al mese);
- Proton Unlimited, che include anche Mail, Drive, VPN e il resto: 12,99 € al mese, oppure 119,88 € all’anno (9,99 € al mese).
Ogni tanto Proton propone anche un’offerta “a vita”, che comprende anche SimpleLogin. Si accettano anche pagamenti in Bitcoin.
Conclusioni
Nel 2023 vi avevamo detto che Proton Pass non poteva ancora competere del tutto con Bitwarden. Oggi la distanza si è quasi annullata: è completo, piacevole da usare, controllato da audit indipendenti e, cosa non scontata, la versione gratuita basta alla maggior parte delle persone. Se avete già un account Proton è la scelta più naturale; se partite da zero, è una valida alternativa a Bitwarden, soprattutto se vi servono anche gli alias email.
I limiti restano due: non si può usare con un proprio server e il codice dei server non è pubblico. Se per voi sono decisivi, Bitwarden (o Keepass, se volete un archivio solo vostro e offline) restano la strada migliore.
Trovate Proton Pass, insieme agli altri gestori di password che consigliamo, anche sulla nostra lista di alternative.
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- 2026-10-15: articolo riscritto e aggiornato a oggi: funzionalità (cartelle, regole per URL, avviso password compromesse), sicurezza e audit 2026, prezzi, difetti segnalati nel 2023 e download.
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Commenti dal Fediverso
10 3 Apri su Mastodon →Sono le risposte pubbliche al post su Mastodon che annunciava l’aggiornamento di questo articolo.
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