Devo installare WhatsApp! Come posso limitare i danni?
Devo installare WhatsApp! Come posso limitare i danni? Una serie di suggerimenti e di applicazioni utili a limitare i danni di WhatsApp
Indice
L’obiettivo finale del nostro progetto, come molti di voi già sanno, è riuscire a far capire a quante più persone possibile l’importanza della privacy, dell’open source e del software libero. Per riuscirci però non vogliamo affrontare il discorso in maniera drastica ignorando i bisogni delle persone nel mondo reale, spesso purtroppo ben diverso da quello che immaginiamo o che speriamo diventi. È per questo che oggi affronteremo una domanda che viene fatta spesso sul nostro gruppo Telegram: aiuto, devo installare WhatsApp! Come posso limitare i danni?
La risposta più cinica sarebbe ovviamente: “non installare WhatsApp!”. Questo purtroppo però si scontra con quello che abbiamo scritto poco fa, ovvero nella vita reale spesso si deve scendere a compromessi e abbiamo la necessità di andare incontro a situazioni che non dipendono da noi.
Può essere il gruppo di WhatsApp della scuola, degli insegnanti, o la nonna/il nonno che hanno impiegato 3 anni per imparare WhatsApp dopo che magari gliel’abbiamo chiesto noi di farlo e non abbiamo il coraggio di dirle/dirgli che ora, invece, ci trova solo su Telegram o Signal.
Nel frattempo si può continuare comunque a fare proselitismo e a consigliare alle stesse persone piattaforme differenti.
Devo installare WhatsApp! Come posso limitare i danni?
Se hai già disinstallato WhatsApp ma ti trovi nella situazione di doverlo reinstallare per venire incontro a “n” motivi e situazioni allora questa breve guida fa al caso tuo. Anche se non l’hai disinstallato ma ce l’hai già installato e vuoi apportare delle modifiche per essere meno tracciato questi suggerimenti possono tornarti utili.
Partiamo dai suggerimenti più semplici e meno efficaci a quelli più complessi e più efficaci. Fermo restando che, come detto, l’obiettivo finale è riuscire ad allontanarsi da questi social e da queste applicazioni di messaggistica tossiche e a codice chiuso.
Primi passi
Per prima cosa togliete tutte le autorizzazioni non obbligatorie e non necessarie a WhatsApp. Per farlo dipende un po’ dal vostro sistema Android ma generalmente bisogna andare in Impostazioni/App, selezionare WhatsApp e poi andare su Autorizzazioni. Qui potete decidere cosa l’applicazione può conoscere di voi. Se non avete intenzione di utilizzarlo per le video-chiamate o per fare fotografie ad esempio potreste decidere di togliere tutte le autorizzazioni. Rifiutate dunque l’autorizzazione a:
- Fotocamera, Microfono, Contatti, Posizione, Registri chiamate, SMS, Telefono e, se non vi serve mandare foto o file, anche Foto e video, Musica e audio e File (i nomi sono quelli di Android in italiano; su alcuni telefoni possono cambiare un po’).
E non lasciatevi tentare dal fatto che “eh ma ormai l’autorizzazione gliel’ho data a cosa serve toglierla”. Se anche avete commesso questa imprudenza perché solo da poco vi siete interessati alla vostra privacy è importante tracciare un momento in cui tutto questo finisce. WhatsApp potrà conoscere la vostra cronologia fino ad oggi, ma da domani non conoscerà i vostri nuovi contatti o le vostre nuove attività.
Ma come faccio a scrivere ai miei contatti che sono su WhatsApp?
Per scrivere ai propri contatti ci sono dei trucchetti che funzionano molto bene. Intanto se anche non potete accedere alla rubrica potete sempre rispondere a chiunque vi scrive. Dunque se la necessità è solo entrare all’interno di un gruppo o parlare solo con una persona in particolare la rubrica non vi serve.
Se invece volete comunque mantenere dei contatti e scrivere voi per primi a qualcuno vi basterà installare l’applicazione Open in WhatsApp. Grazie a quest’applicazione infatti potrete accedere alla vostra rubrica e scrivere ai vostri contatti senza la necessità di autorizzare WhatsApp a leggere la vostra rubrica. Se quest’app non vi piace o vi dà problemi potete provare anche Launch Chat che fa la stessa cosa e in più permette di scrivere anche su Signal e Telegram.
Screenshot di Open in WhatsApp
Un’altra applicazione interessante è OpenContacts, anche questa grazie a una particolare opzione nelle impostazioni (Integrazione con WhatsApp) potrete scrivere direttamente su WhatsApp. OpenContacts è un po’ più complessa della precedente e fa proprio da rubrica offline dunque se non è quello che cercate date pure una possibilità a Open in WhatsApp che è molto semplice ed intuitiva.
Già facendo queste minuscole operazioni avete tolto molto potere a Facebook. Zuckerberg infatti non avrà più accesso ai vostri file e nemmeno ai contatti. Inoltre non dando mai l’autorizzazione alla geolocalizzazione, agli SMS e al telefono con il registro delle chiamate la potenza di fuoco di WhatsApp è quantomeno limitata.
Ma io non voglio installare un’altra app per scrivere alle persone che conosco!
Nessun problema, abbiamo una risposta anche per questo ovviamente! Sapevate ad esempio che andando tramite browser all’indirizzo https://wa.me/39numeroditelefono potete inviare un messaggio WhatsApp a qualsiasi numero? Il 39 iniziale è obbligatorio ed è il prefisso internazionale dell’Italia (senza il +). Subito dopo va il numero di telefono, tutto attaccato, senza spazi né trattini: per esempio https://wa.me/393331234567. Così facendo, vedrete, si aprirà direttamente WhatsApp con la chat di quella persona senza aver dato l’autorizzazione a WhatsApp di sbirciare tra i vostri contatti!
Devo installare WhatsApp! Come posso limitare i danni? Si può fare di più!
Su Android si può tenere WhatsApp in uno spazio separato dal resto del telefono. Da Android 15 c’è lo Spazio privato fonte: una zona separata del telefono, con le sue app e i suoi dati, che si apre solo con il vostro sblocco. Se il vostro telefono ce l’ha, è la strada più semplice: installate lì WhatsApp e basta.
Sui telefoni più vecchi c’è il Profilo di lavoro: un profilo totalmente separato dal proprio che permette di installare applicazioni autonome e isolate e che non interagiscono con il profilo principale. Per crearlo potete utilizzare applicazioni come Shelter o Insular (sul Play Store c’è Island, l’app originale da cui Insular deriva, che però contiene componenti di Google), entrambe open source fonte fonte, per clonare la vostra applicazione (in questo caso WhatsApp) e permetterne l’utilizzo solo sul profilo di lavoro. Shelter funziona ancora, ma non è più aggiornato da dicembre 2023. Riceverete sempre e comunque le notifiche e potrete usare WhatsApp senza problemi né difficoltà.
Tenete però conto che il profilo è totalmente separato dal vostro dunque: non avrete accesso ad esempio alle foto o ai documenti del vostro profilo privato. Non avrete nemmeno accesso ai contatti e dunque dovrete trascrivere manualmente i numeri delle persone che vi interessano e usare uno dei metodi che abbiamo spiegato in precedenza.
E se avete GrapheneOS?
Se usate GrapheneOS la situazione migliora un po’, grazie a due funzioni che Android normalmente non ha fonte:
- Contact Scopes: al posto di dare a WhatsApp il permesso sui contatti, che su Android è «tutto o niente», potete attivare questa opzione. WhatsApp crederà di avere accesso alla rubrica, ma all’inizio la vedrà vuota: siete voi a scegliere quali contatti, o quali gruppi di contatti, mostrargli. E in ogni caso non potrà modificarli, aggiungerli o cancellarli;
- Storage Scopes: funziona allo stesso modo con i file. WhatsApp crederà di poter accedere alla memoria del telefono, ma vedrà solo i file creati da lui; se volete, potete aggiungere voi singoli file o cartelle a cui dargli accesso.
Molte app di messaggistica si rifiutano di funzionare senza il permesso sui contatti: con Contact Scopes non se ne accorgono fonte. Le trovate in Impostazioni › App › WhatsApp › Autorizzazioni: aprendo l’autorizzazione dei contatti o quella dei file, oltre a Consenti e Non consentire c’è la voce Contact Scopes (o Storage Scopes). Una volta attivata, potete aggiungere uno alla volta i contatti, le foto, i video o i file a cui WhatsApp può accedere.
Resta ovviamente il fatto principale: siete comunque registrati su WhatsApp con il vostro numero, e Meta continua a sapere con chi parlate, quando e quanto spesso, cioè i metadati. GrapheneOS limita quello che WhatsApp può vedere sul telefono, non quello che sa di voi.
Altri metodi per limitare i danni di WhatsApp
Altri metodi interessanti ed efficaci sono:
Whatsapp Web To Go
Sempre sul mitico F-Droid esiste questa applicazione che sfrutta WhatsApp Web, cioè l’utilizzo di WhatsApp su browser. Il metodo è semplice e intelligente: in pratica è sostanzialmente un browser dedicato solo a WhatsApp Web. È un sistema ottimo ma è pensato soprattutto per chi ha due smartphone: uno sul quale c’è installato WhatsApp e uno su cui installare quest’app. Per collegarla, infatti, dovrete inquadrare il codice QR che compare nell’app con il telefono su cui c’è WhatsApp.
Bridge di Matrix
Chi ci segue da tempo conosce bene anche quest’ultima alternativa. È molto interessante e vi permette di avere e usare WhatsApp senza installare WhatsApp! Avete capito bene: grazie ai bridge di Matrix questa cosa è possibile. Ci sono tuttavia alcuni punti deboli importanti in questa soluzione: per esempio perderete la crittografia di WhatsApp o quantomeno permetterete a chi gestisce questo ponte di leggere i vostri messaggi e non potrete fare le video-chiamate.
Per anni il modo più semplice è stato Element One, l’abbonamento di Element che includeva il bridge per WhatsApp: oggi però non si può più sottoscrivere (ne parliamo nella nostra recensione). Anche il bridge gratuito di tchncs al momento non accetta nuovi utenti. Per scrivere su WhatsApp da un’app basata su Matrix oggi c’è Beeper, di cui parliamo in Cos’è Matrix?.
Conclusioni
Se dunque siete in qualche modo obbligati a utilizzare WhatsApp potete provare a limitare i danni utilizzando questi semplici accorgimenti ricordando sempre che l’obiettivo finale non è tanto utilizzare WhatsApp con maggiore privacy ma riuscire a utilizzare piattaforme libere e differenti come ad esempio quelle elencate qui: Alternative a WhatsApp.
Quando questo non è possibile però ben vengano soluzioni come questa che ci aiutano a mantenere un minimo di decenza nell’uso di queste applicazioni.
Alcuni nostri articoli riguardo WhatsApp:
Cosa è cambiato in questo articolo (2)
- 2026-11-01: aggiunto lo Spazio privato di Android 15, da preferire a Shelter e Insular sui telefoni che lo hanno; detto che Shelter non è più aggiornato da dicembre 2023.
- 2026-10-31: Element One non si può più sottoscrivere e il bridge di tchncs non accetta nuovi utenti; tolto il link a Shelter sul Play Store, che non c’è più; corretto il link alle alternative a WhatsApp; nomi dei permessi come in Android; spiegato meglio il formato di wa.me; il link al Play Store era di Island, non di Insular; Launch Chat ora porta a F-Droid; aggiunto un paragrafo su Contact Scopes e Storage Scopes di GrapheneOS; aggiunte le descrizioni delle immagini; refusi.
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