Alternative a Google Search
Quali alternative a Google Search? Se volete riappropriarvi della privacy nelle vostre ricerche ecco qualche motori di ricerca alternativo!
Indice
Nota bene: per saltare subito alle varie alternative a Google Search senza leggere la nostra introduzione/spiegazione potete usare l’indice presente qui sopra. ☝️
Cercate delle alternative a Google Search? La quantità di tracker e la capacità di profilazione di Google potrebbe allarmare molti anche perché oltre ad un evidente problema etico e morale nell’essere costantemente seguiti e profilati c’è anche il problema della cosiddetta ‘bolla culturale’. In breve significa che conoscendovi così bene Google vi proporrà principalmente cose che, secondo lui, a voi interessano evitandovi così di ampliare i vostri orizzonti perché vedrete sempre e solo gli stessi siti e gli stessi riferimenti.
In più, dal marzo 2025 anche in Italia Google mette in cima a molte ricerche le AI Overview fonte: riassunti scritti dall’intelligenza artificiale che rispondono al posto dei siti. A volte sono comodi, ma possono sbagliare e tolgono visite proprio ai siti da cui prendono le informazioni. Diversi motori di ricerca alternativi permettono di spegnerle, o non le hanno proprio: in ogni scheda trovate l’icona del robottino che vi dice come si comporta ciascuno.
Perché cercare alternative a Google Search? Io navigo in incognito!
Oltre a questo c’è anche il problema che in molti credono basti navigare in incognito per risultare invisibili e “unici” ma ricordatevi che non è così. Navigare in incognito serve solo a nascondere a voi stessi la cronologia, Google (e il vostro provider) saprà tutto quello che state facendo e continuerà la vostra profilazione. Non lo diciamo solo noi: nel 2024, per chiudere una causa collettiva negli Stati Uniti, Google ha accettato di cancellare miliardi di dati raccolti durante la navigazione in incognito fonte. Lo sapevate ad esempio che anche i siti porno contengono traccianti? Sì, venite tracciati anche nell’intimità digitale. Fatevi un favore e quando volete stare da soli con voi stessi utilizzate un browser sicuro come Firefox con relative estensioni oppure alternative come Brave browser.
È bene ricordare comunque che rinunciare a Google ha un prezzo: si perdono alcune comodità a cui ci ha abituato, come le ricerche personalizzate e i risultati pieni di informazioni grazie agli archivi immensi che Google è riuscito a costruire negli anni. Il compromesso è questo, ed è per questo che andiamo alla ricerca di alternative a Google Search: non vogliamo regalare i nostri dati al primo che passa solo perché una cosa è più comoda dell’altra. La nostra privacy è un diritto.
Se volete approfondire su cosa sono i crawler e quali motori di ricerca ne hanno uno potete leggere questo articolo chiamato: A look at search engines with their own indexes. È in inglese ed è stato scritto nel 2021 (l’autore l’ha aggiornato fino a luglio 2025), ma potete tradurlo con una delle nostre alternative a Google Traduttore.
Provate voi stessi
Se non vi abbiamo ancora convinto, vi presentiamo alcuni giochini online che vi possono aiutare a capire, senza dilungarsi in noiose spiegazioni tecniche, quali sono le potenzialità dei tracker e delle pubblicità dei siti che visitate:
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https://clickclickclick.click questo sito (in inglese) vi dimostra in maniera ironica e divertente quante cose si possono sapere di voi mentre navigate un sito. Provate a giocarci un po'!
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https://iknowwhatyoudownload.com scaricate o avete mai scaricato dei Torrent? Fate un salto su questo sito, è possibile che siate già stati tracciati!
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Privacy Chicken - Game questo gioco del Privacy Project vi spiega in maniera semplice come funziona la privacy. Vincere a questo gioco è davvero semplice: basta regalare tutti i propri dati.
Le alternative a Google Search
Nell’aprile del 2022 Le Alternative è stato, nostro malgrado, protagonista di una brutta sorpresa («Vi spiego come Le Alternative è stato deindicizzato da Bing e – attenzione – da DuckDuckGo»): nel momento in cui siamo stati esclusi da Bing siamo scomparsi in contemporanea anche da DuckDuckGo e da Qwant. Non è una ripicca, ma da lì è diventato evidente che alcuni motori di ricerca funzionano diversamente da quanto dicono o lasciano intendere: i loro crawler (i robot che vanno in giro ad indicizzare i siti), se esistono, hanno un effetto decisamente più blando di quanto millantato. Anche secondo questo importante articolo di Rohan Kumar l’effetto del crawler di DuckDuckGo è valido solo per le risposte rapide e anche secondo lui la papera è poco trasparente fonte. Lo stesso valeva per Qwant fonte, che però nel frattempo ha cominciato a costruire davvero un indice proprio, insieme a Ecosia: ne parliamo nella sua scheda.
Per questo abbiamo diviso i motori di ricerca in base a da dove prendono i risultati: quelli che hanno un loro indice (tutto o in parte), quelli che usano l’indice di qualcun altro, quelli a pagamento, quelli che usano i guadagni per fini etici o ambientali e infine i metamotori. Non è né per spaventarvi né per dirvi di non utilizzare determinati motori di ricerca ma per spiegarne meglio il funzionamento e per decidere dunque in totale autonomia quale pensiate sia il più vicino alle vostre esigenze.
Un indice, in breve, è l’enorme archivio di pagine web che un motore di ricerca costruisce mandando in giro i suoi crawler. Costruirne uno è difficilissimo e costosissimo: per questo la maggior parte dei motori di ricerca “alternativi” prende i risultati da Bing o da Google, aggiungendo sopra la protezione della privacy.
Breve riassunto delle alternative a Google Search
L’argomento è vasto e complesso: ecco un breve riassunto per capire subito quale motore di ricerca può fare al caso vostro.
Con un indice proprio, in tutto o in parte
- Brave Search: sviluppato da Brave, ha un suo indice per web, immagini e video.
- Qwant: francese, sta costruendo un indice europeo insieme a Ecosia; dove non arriva usa Bing.
- Mojeek: britannico, usa soltanto il suo indice.
- Ecosia: in Francia usa anche l’indice europeo costruito con Qwant (vedi più sotto, tra i motori con fini etici e ambientali).
Con l’indice di qualcun altro
- DuckDuckGo: sembra utilizzare principalmente i risultati di Bing, i suoi risultati “unici” sono relativi soprattutto alle risposte rapide.
- Startpage: utilizza i risultati di Google e di Bing ma senza tracciarvi né profilarvi.
- Swisscows: svizzero, collabora con Brave per i risultati; li filtra per un pubblico non adulto quindi può essere interessante per farlo utilizzare a bambini.
A pagamento
- Kagi: risultati da più fonti, molto personalizzabili, senza pubblicità.
- MetaGer: metamotore tedesco senza scopo di lucro, a pagamento da settembre 2024.
Con fini etici e/o ambientali
- Ecosia: usa i profitti per piantare alberi e per progetti per il clima.
- Lilo: dedica una parte del ricavato a progetti sociali; oggi è di Qwant.
- Search for Planet: utilizza di volta in volta e casualmente un motore di ricerca etico.
I motori di ricerca elencati non sono in ordine di nostra preferenza.
Motori di ricerca con un indice proprio
Sono i motori di ricerca più interessanti dal punto di vista dell’indipendenza: se Bing o Google domani decidessero di chiudere i rubinetti, questi continuerebbero a funzionare (almeno in parte).
Brave Search
azienda statunitense usa un suo indice indipendente, anche per immagini e video gratuito con pubblicità anonima, senza pubblicità con Premium (3$ al mese) risposte IA attive di default, si spengono solo in parte
Il browser Brave è deciso a far la guerra al monopolio di Google. Dopo aver cercato di distruggere il mercato delle inserzioni pubblicitarie fonte ha pensato di creare un suo motore di ricerca. È uscito dalla fase beta a giugno 2022 fonte.
Brave Search non vuole essere il solito motore di ricerca che si basa sugli altri, per tutta la parte web hanno infatti creato un loro indice fonte. All’inizio per immagini e video si appoggiavano ancora a Bing, ma da agosto 2023 anche quelli arrivano dal loro indice fonte: oggi Brave Search non dipende più né da Bing né da Google.
Dopo essere usciti dalla beta hanno introdotto un servizio molto interessante chiamato Goggles, un metodo innovativo (e open source fonte) per creare liste di ricerca personalizzate.
Come Google, anche Brave Search mostra in cima a molte ricerche un riassunto scritto dall’intelligenza artificiale («Answer with AI»). Si spegne dalle impostazioni, ma il pulsante «Ask» per fare domande all’IA resta comunque al suo posto.
La ricerca è gratuita e si mantiene con dei banner pubblicitari che, ci teniamo a dirlo, non vi profilano ma sono anonimi e indirizzati solo alla vostra ricerca. Chi non li vuole può abbonarsi a Search Premium, che costa 3$ al mese (o 29,99$ all’anno) e che però funziona soltanto dentro il browser Brave.
Sito ufficialevai al sito ufficialeQwant
server in Francia sta costruendo un indice europeo insieme a Ecosia dove il suo indice non arriva usa ancora Bing molto severo con VPN, adblock ed estensioni per la privacy niente risposte scritte dall’IA (in Italia)
Qwant è un motore di ricerca francese nato nel 2013. Promette di non tracciare chi lo usa, di non rivendere dati personali e di non manipolare l’ordine dei risultati, e i suoi server stanno in Europa. Per anni però gran parte dei suoi risultati è arrivata da Bing, senza che Qwant lo dicesse mai chiaramente. Ad aprile 2024 lo avevamo tolto da questa lista quando aveva cominciato a bloccare del tutto chi usava un adblock: la goccia che aveva fatto traboccare il vaso.
Oggi le cose sono un po’ cambiate, o comunque stanno cambiando, anche se con uBlock Origin attivo ogni tanto fa ancora le bizze. A novembre 2024 Qwant ed Ecosia hanno fondato insieme una società, European Search Perspective (EUSP), per costruire un indice di ricerca europeo (ne avevamo parlato qui): in Francia è in uso da agosto 2025 e da luglio 2026 c’è anche un indice per la Germania fonte. È l’unico tentativo serio di un indice europeo indipendente da Microsoft e Google, ed è per questo che Qwant torna qui con una scheda tutta sua. Il lavoro però è a metà: dove l’indice europeo non arriva, e quindi ancora per molte ricerche in italiano, i risultati vengono da Bing.
Per quanto riguarda l’intelligenza artificiale Qwant è tra i più tranquilli: in Italia non mostra riassunti scritti dall’IA sopra i risultati. In Francia sta provando, dal 2026, una «Réponse Flash» fatta insieme ad alcuni giornali francesi fonte.
Dal 2023 Qwant è di Octave Klaba, il fondatore di OVHcloud, insieme alla Caisse des Dépôts, una banca pubblica francese. A maggio 2025 ha anche comprato Lilo, il motore di ricerca solidale di cui parliamo più sotto.
Un avvertimento: nelle nostre prove Qwant è tra i più severi nel controllo di VPN e bot: se usate una VPN o delle estensioni per la privacy capita spesso di trovarsi davanti a verifiche o blocchi.
Sito ufficialevai al sito ufficiale Google Playscarica da Google Play App Storescarica dall'App StoreMojeek
server propri nel Regno Unito usa esclusivamente un suo indice autonomo i risultati in italiano sono ancora deboli risposte IA solo se le chiedete voi
Mojeek è un motore di ricerca britannico che esiste dal 2004 ed è interessante perché, a differenza di quasi tutti gli altri, utilizza esclusivamente un suo indice autonomo: niente Bing, niente Google. Lo costruisce da sé con il suo crawler e oggi conta diversi miliardi di pagine. Non traccia chi lo usa e non lo profila.
Avere un indice tutto proprio ha un prezzo: è molto più piccolo di quello di Google, e le ricerche non vanno sempre per il meglio, soprattutto nella lingua italiana. Vale però la pena tenerlo tra i preferiti per quelle ricerche in cui volete risultati davvero diversi dai soliti.
C’è anche un riassunto scritto dall’intelligenza artificiale, Summary, ma parte solo se siete voi a chiederlo, e dalle impostazioni si può nascondere del tutto il pulsante.
Sito ufficialevai al sito ufficiale App Storescarica dall'App StoreGli altri con un indice proprio
- Ecosia: in Francia usa anche l’indice europeo costruito con Qwant. La trovate più sotto, tra i motori di ricerca con fini etici e ambientali.
- YaCy, motore di ricerca P2P senza quindi server centrale ma totalmente decentralizzato: l’indice lo costruiscono insieme i computer di chi lo usa.
Da tenere d’occhio, perché sono ancora piccoli o acerbi ma hanno (o stanno costruendo) un indice proprio e sono open source:
- Marginalia Search, svedese, cerca soprattutto nel “web piccolo”: siti personali, blog e pagine non commerciali. Non sostituisce Google, ma è perfetto per scoprire angoli di internet che i grandi motori di ricerca non mostrano più.
- PriEco, open source, incentrato su privacy ed ecologia: mostra i risultati di Bing, Google, Brave Search e Mojeek ma sta costruendo anche un suo indice. È ancora molto acerbo; ha anche un indirizzo .onion (codice sorgente).
- Mwmbl, un motore di ricerca senza scopo di lucro in cui è la comunità a costruire l’indice e a decidere l’ordine dei risultati, un po’ come una Wikipedia della ricerca.
Motori di ricerca con l’indice di qualcun altro
Questi motori di ricerca non hanno un indice proprio (o ce l’hanno solo per una piccola parte) e prendono i risultati da Bing, Google o Brave. Il vantaggio è che i risultati sono buoni come quelli dei grandi, perché sono proprio i loro; quello che vi offrono in più è la protezione della privacy, cioè fare da schermo tra voi e chi i risultati li fornisce.
DuckDuckGo
azienda statunitense i risultati sembrano troppo dipendenti da Bing azienda statunitense, soggetta alle leggi USA sulla sorveglianza risposte IA attive di default, si possono spegnere
È senz’altro la papera più famosa del web ed è una delle alternative a Google Search. DuckDuckGo nasce dall’idea di Gabriel Weinberg nel settembre del 2008 e di strada ne è stata fatta moltissima: è probabilmente il motore di ricerca “per la privacy” più usato al mondo. Secondo le loro FAQ fonte le ricerche di DuckDuckGo sono il risultato di una combinazione di varie fonti tra cui Wikipedia, Yahoo!, Bing e il russo Yandex (con cui DuckDuckGo ha interrotto la collaborazione a marzo 2022, dopo l’invasione dell’Ucraina) oltre che ad un proprio crawler. Tuttavia, come abbiamo visto, in realtà i suoi risultati sembrano dipendere principalmente da Bing e solo poco altro è indipendente.
DuckDuckGo non tiene traccia né immagazzina nessuna delle ricerche fatte. Non c’è profilazione, nessun IP viene registrato e non ci sono risultati ad hoc. Non esistono traccianti e i cookies vengono salvati solo se volete mantenere alcune impostazioni predefinite.
Nessuna censura?
Una delle affermazioni più frequenti di DuckDuckGo è che a differenza di Google Search, non viene fatta alcun tipo di censura per questo potrete trovare anche torrent e molto altro. Nel corso degli anni però questa cosa ha subìto qualche contraccolpo e la dipendenza dagli altri motori di ricerca probabilmente inizia a farsi sentire fonte.
Inoltre, nel marzo 2022, durante l’invasione russa in Ucraina, il CEO di DuckDuckGo, Gabriel Weinberg, ha spiegato con un tweet fonte che sarebbe stato abbassato automaticamente il punteggio per i siti che fanno propaganda russa. Nonostante l’iniziativa sia comunque nobile questa stride un po’ con quanto dichiarato da sempre dallo stesso Weinberg, ovvero quanto siano pericolose e nocive le bolle di filtraggio e le echo-chamber (camere dell’eco) anche durante le ricerche fonte. La scelta è stata anche criticata per il modo in cui è arrivata: con un tweet. Senza spiegazioni ufficiali di come funzionerebbe l’algoritmo, se c’è una lista di siti considerati affidabili e se questa lista è in qualche modo visionabile o altro. La somma di questi fattori ha lasciato molte persone interdette non riuscendo più a fidarsi totalmente di DuckDuckGo.
Al di là di tutto questo, DuckDuckGo raccoglie annualmente donazioni in favore di progetti per la privacy come Tor Project e molti altri. DuckDuckGo permette l’utilizzo dei !bangs. Spiegato in breve, potete usare alcune scorciatoie, chiamate bang, per cercare su altri siti. Ad esempio !g ciao cercherà la parola ciao direttamente su Google.
Come Google, anche DuckDuckGo ha aggiunto alle ricerche delle risposte scritte dall’intelligenza artificiale, oltre a una chat chiamata Duck.ai. Le risposte compaiono di default in alcune ricerche, ma si possono spegnere dalle impostazioni (Funzioni IA, Assist: «Mai»). Oppure si può usare noai.duckduckgo.com, la versione di DuckDuckGo senza IA, e impostarla come motore di ricerca predefinito. Un’ultima nota: nelle nostre prove DuckDuckGo non fa storie con VPN ed estensioni per la privacy, a differenza di altri.
Un dubbio però resta: DuckDuckGo è un’azienda statunitense e le leggi sulla sorveglianza degli Stati Uniti permettono alle agenzie di intelligence di chiedere dati alle aziende americane, spesso senza che queste possano dirlo. DuckDuckGo dice di non conservare dati che si possano consegnare e non ci sono rivelazioni che dicano il contrario: non resta che fidarsi.
Sito ufficialevai al sito ufficiale F-Droidscarica da F-Droid Google Playscarica da Google Play App Storescarica dall'App StoreStartpage
azienda olandese i risultati dipendono da Google e Bing appartiene a un’azienda di marketing con una VPN la verifica automatica anti-bot può rallentare la ricerca niente risposte scritte dall’IA
Questo motore di ricerca viene spesso nominato dai più interessati alla propria privacy online, come il motore di ricerca per eccellenza, meglio anche di DuckDuckGo. Senza entrare troppo in dettagli tecnici, grazie a questo motore di ricerca potete cercare su Google e su Bing senza essere profilati da loro. Dal loro sito possiamo leggere che: “You can’t beat Google when it comes to online search. So we’re paying them to use their brilliant search results in order to remove all trackers and logs”.
Le ricerche di Google senza Google
Le ricerche su Startpage quindi sono sicuramente valide almeno quanto quelle di Google, ma senza le AI Overview: Startpage non aggiunge riassunti scritti dall’intelligenza artificiale. E promettono, come DuckDuckGo, zero tracking, zero cookie e nessuna profilazione. Da un po’ di tempo inoltre non dipendono esclusivamente da Google ma hanno aggiunto anche Bing tra i loro risultati fonte.
Un dettaglio da sapere: dal 2019 Startpage fa parte di Privacy One Group, che appartiene a System1, un’azienda di marketing, e questo potrebbe far storcere il naso a molti. Inoltre, prima di mostrare i risultati, Startpage fa in automatico una verifica per capire che non siete un robot («Verifying your request»): di solito è rapida, ma se usate una VPN, o se fa fatica a riconoscervi come persona, può metterci parecchio di più.
Sito ufficialevai al sito ufficiale Google Playscarica da Google Play App Storescarica dall'App StoreSwisscows
server in Svizzera i risultati arrivano in gran parte da Brave risultati filtrati per un pubblico non adulto le pubblicità di Bing e Google ricevono alcuni dati risposte IA solo se le chiedete voi
Swisscows è un motore di ricerca che nasce nel 2014 in Svizzera e il suo server è situato in un bunker nelle Alpi svizzere. Già solo per questo, almeno sulla carta, è tra i più interessanti per quanto riguarda privacy e tracciamento dati, perché la Svizzera è fuori dalla giurisdizione UE ed USA e ha delle importanti e serie leggi sulla tutela della privacy.
Per i risultati Swisscows dichiara una collaborazione con Brave, quindi si appoggia all’indice di Brave Search, e dice di avere anche un indice proprio, che secondo Wikipedia riguarda soprattutto le pagine in tedesco. Non è chiaro quanto pesi l’uno e quanto l’altro: per questo lo mettiamo tra i motori di ricerca che usano l’indice di qualcun altro.
Ottima alternativa a Google Search per la famiglia
È totalmente family-friendly quindi la censura la fa da padrona. Potrebbe tornare utile se avete bambini o se voi stessi volete essere al riparo da contenuti violenti ed espliciti. A differenza degli altri motori di ricerca, e qui citiamo Wikipedia, Swisscows “si basa sull’interpretazione e sul riconoscimento dei dati semantici della stringa di ricerca”. Durante la ricerca vedrete comparire una serie di ‘tag’ relativi alla vostra ricerca che secondo gli sviluppatori dovrebbero aiutarvi a perfezionarla.
L’intelligenza artificiale qui è del tutto facoltativa: accanto a ogni risultato c’è un «AI summary», un riassunto di quella pagina, che compare solo se ci cliccate apposta.
Qualche difetto c’è: le ricerche non sembrano funzionare sempre benissimo e, come abbiamo già detto, Swisscows effettua una pesante censura dei risultati con la quale non tutti possono essere d’accordo. C’è poi un dettaglio che si legge nella loro informativa sulla privacy: le pubblicità che compaiono tra i risultati arrivano da Microsoft Bing e da Google e vengono caricate direttamente da loro, quindi a Bing e Google arrivano alcuni dati personali anche se non ci cliccate sopra. Per cercare senza pubblicità bisogna abbonarsi a Swisscows Pro, che è a pagamento.
Sito ufficialevai al sito ufficiale Google Playscarica da Google Play App Storescarica dall'App StoreMotori di ricerca a pagamento
Qui il modello è diverso: niente pubblicità, si paga un abbonamento. È il modo più onesto per mantenere un motore di ricerca senza vendere i dati di chi lo usa, ma ovviamente non è per tutti.
Kagi
azienda statunitense a pagamento, da 5$ al mese risultati di alta qualità e molto personalizzabili risposte IA solo se le chiedete voi
Nato nel 2022, è un motore di ricerca con i risultati che derivano da Google, Bing, Wikipedia oltre a dei loro crawler e un sistema di AI per le risposte rapide. La sua caratteristica principale è l’essere un motore di ricerca a pagamento con risultati davvero più che buoni: l’abbiamo provato per un periodo e la qualità dei risultati era davvero alta. Si può provare gratuitamente per 100 ricerche, poi i piani sono tre: 5$ al mese per 300 ricerche, 10$ al mese per ricerche infinite e 25$ al mese per avere anche gli strumenti di intelligenza artificiale più avanzati. Nella ricerca normale l’IA non si vede: il riassunto (Quick Answer) compare solo se la ricerca finisce con un punto di domanda, e anche questo si può spegnere dalle impostazioni.
Oltre alla sola ricerca offre anche diversi servizi di IA come risposte rapide con FastGPT, un sistema per riassumere il contenuto di URL chiamato Universal Summarizer (per chi ha un account) e un servizio di Traduzione (utilizzabile anche gratuitamente). Le ricerche sono totalmente personalizzabili: è possibile creare “Lenses” ovvero ricercare solo in determinati siti o creare “Bangs” personalizzati. È anche possibile aumentare, diminuire o addirittura bloccare i risultati di qualsiasi sito. Dunque potete chiedere di vedere più risultati da Wikipedia e meno da un sito che invece ritenete inaffidabile per esempio. Esiste anche Kagi Maps in 3D e con le mappe di Mapbox. Insomma cercano di far valere il proprio costo offrendo più servizi di alta qualità.
Sito ufficialevai al sito ufficialeMetaGer
server in Germania a pagamento da settembre 2024
MetaGer è il motore di ricerca della società tedesca senza scopo di lucro SUMA-EV. Come potete immaginare dal nome, è un metamotore: non ha un indice suo ma raccoglie i risultati di altri motori di ricerca, facendo da schermo tra voi e loro.
Fino al 2024 era gratuito, mantenuto dalla pubblicità di Yahoo. Quando Yahoo ha disdetto il contratto, MetaGer è diventato a pagamento dal 10 settembre 2024 fonte: o ci si iscrive all’associazione che lo gestisce, oppure si compra in modo anonimo una «chiave» da ricaricare: oggi 5€ danno circa 500 ricerche, che secondo il sito durano in media un paio di mesi.
Sito ufficialevai al sito ufficialeMotori di ricerca con fini etici e/o ambientali 🌳
Questi motori di ricerca non sono incentrati sulla privacy se non in maniera molto blanda. Tutti usano però i soldi guadagnati per fini etici e/o ambientali e dunque potreste essere interessati ad utilizzarli per questo motivo.
Ecosia
server green azienda tedesca i profitti vengono utilizzati per piantare alberi e per progetti per il clima i risultati arrivano soprattutto da Bing e Google conserva le ricerche per una settimana prima di renderle anonime risposte IA attive di default, si possono spegnere
Ecosia è un motore di ricerca tedesco che esiste dal 2009. Ecosia non è il motore di ricerca perfetto per la privacy ma è sicuramente il miglior compromesso per chi ama l’ambiente: tutti i suoi profitti vanno in progetti per il clima, per la maggior parte nella piantumazione di alberi in giro per il mondo. Nel 2018 l’azienda è stata ceduta a una fondazione proprio per impedire che possa essere venduta. Ad aprile 2026 ha superato i 250 milioni di alberi piantati, contando solo quelli sopravvissuti oltre il terzo anno.
Per i risultati Ecosia usa principalmente Bing e Google. Insieme a Qwant però sta costruendo un indice europeo indipendente (ne parliamo nella scheda di Qwant): in Francia una parte delle ricerche arriva già da lì.
Anche Ecosia mostra dei riassunti scritti dall’intelligenza artificiale (AI Overviews) e ha una chat. Dal 2026 però c’è un interruttore unico, «AI-free searching», che nelle impostazioni li spegne tutti con un clic fonte (per ora solo da computer).
Su Ecosia senza uBlock!
Se decidete di utilizzare Ecosia come motore di ricerca predefinito ricordatevi di disabilitare i vostri ad blocker (come uBlock) e cercate magari di privilegiare i contenuti sponsorizzati (alle volte basta davvero poco, anziché andare su amazon.it cercate banalmente Amazon e cliccate sul link sponsorizzato e acquistate tramite quello, ad esempio). Ultima cosa, se proprio non riuscite a trovare qualcosa su Ecosia potete usare al termine della vostra ricerca #g per cercare direttamente su Google senza fare altri sforzi e click inutili! Insomma se cercate delle alternative a Google Search questo motore di ricerca fa davvero al caso vostro.
Esiste anche un browser di Ecosia per Android e iOS, ma su Android è un Chromium poco personalizzato e con pochissime opzioni per la privacy: meglio usare il vostro browser preferito (qui i nostri consigli) e impostare Ecosia come motore di ricerca.
Dal punto di vista della privacy, però, non è perfetto: pur non vendendo dati a terzi e non utilizzando tracking a inserzionisti, Ecosia memorizza le ricerche fatte ma le rende anonime nel giro di una settimana. Ai fornitori dei risultati, Bing di Microsoft e Google, vengono condivisi alcuni dati.
Sito ufficialevai al sito ufficiale Google Playscarica da Google Play App Storescarica dall'App StoreLilo
nato in Francia, oggi di proprietà di Qwant i risultati dipendono in buona parte da Bing come Qwant, molto severo con VPN ed estensioni per la privacy niente risposte scritte dall’IA (in Italia)
Questo motore di ricerca nasce in Francia nel 2015. Lilo promette di essere un motore di ricerca privato, che fa da barriera tra voi e i risultati ricevuti senza tenere traccia di nessun vostro dato. La cosa interessante di questo motore di ricerca è la possibilità di finanziare con il suo utilizzo progetti sociali ed ambientali, scegliendo voi a quali destinare le “gocce d’acqua” che si accumulano a ogni ricerca. Se decidete di utilizzarlo ricordatevi di disabilitare il blocco degli annunci, altrimenti ha davvero poco senso il suo utilizzo. Lilo promette di riservare il 50% dei suoi guadagni ai progetti sociali e ambientali.
A maggio 2025 Lilo è stato comprato da Qwant fonte: il marchio e il sistema delle donazioni restano, ma la tecnologia dietro è quella di Qwant. Funziona anche in italiano.
Proprio perché sotto c’è Qwant, valgono anche i suoi limiti: i risultati dipendono in buona parte da Bing e, se usate una VPN o delle estensioni per la privacy, capita spesso di trovarsi davanti a verifiche o blocchi.
Sito ufficialevai al sito ufficiale Google Playscarica da Google Play App Storescarica dall'App StoreSearch for Planet
progetto italiano software libero
Search for Planet è un progetto open source italiano (di cui abbiamo già parlato) che permette di ricercare, in maniera automatica e totalmente casuale, su diversi motori di ricerca solidali. Inserite la vostra ricerca, questa sarà immediatamente fatta su uno dei tanti motori solidali come ad esempio Ecosia e Lilo. In questo modo non dovrete più preoccuparvi di scegliere una campagna etica rispetto ad un’altra, le aiuterete tutte indistintamente!
Il codice sorgente era ospitato su gitea.it, un servizio che nel frattempo ha chiuso: per ora non abbiamo trovato dove sia stato spostato.
Sito ufficialevai al sito ufficialeAlternative a Google Search: i metamotori
Oltre ai motori di ricerca classici esistono anche i metamotori di ricerca self-hostabili. In sostanza questi motori di ricerca vi permettono di cercare (più o meno anonimamente, in base alle impostazioni di ognuno) su diversi motori permettendovi anche di selezionare le varie fonti dalle quali attingere.
Sono un metodo interessante e spesso funzionano molto bene, vi segnaliamo quelli più conosciuti e famosi. Considerate che tutti quelli elencati sono progetti liberi e ognuno può creare un proprio server. Cercheremo di linkarvi, quando possibile, la lista di tutti i server disponibili per quel tipo di progetto.
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SearXNG, motore di ricerca con molte impostazioni. Potete decidere quali motori di ricerca utilizzare, se attivare il safe search e molto altro. Trovate su searx.space una lista di tutti i server disponibili; noi vi consigliamo di provare quello gestito dai Devol all’indirizzo searxng.devol.it. Aggiungiamo, su consiglio arrivato nel nostro gruppo Telegram fonte, anche l’istanza searx.neocities.org per fare ricerche su istanze casuali di Searx e searx.neocities.org/nojs.html per cercare su diverse istanze con semplicità.
- SearX, progetto abbandonato dal quale è poi nato SearXNG.
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4get, velocissimo e completamente anonimo. Permette di cercare tra molti siti differenti ed è aggiornato con costanza. Il server principale è questo mentre questa è la lista di tutti gli altri server disponibili.
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LibreY, un’alternativa che permette anche di cercare per torrent e su Tor. I risultati provengono principalmente da Google e Qwant e nelle impostazioni è possibile aggiungere dei frontend alternativi per alcuni servizi. Una delle caratteristiche più interessanti di LibreY è la totale assenza di dati salvati sul server: non esistono log né cache né altro. Trovate la lista delle istanze nella pagina del progetto.
- LibreX, è il progetto da cui deriva LibreY. È ormai morto e abbandonato (motivo per cui è stato poi creato LibreY)
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Araa, uno dei progetti più giovani, permette una buona personalizzazione delle ricerche. È quello forse meno conosciuto e infatti esistono pochissimi server: quello ufficiale e pochi altri, che trovate in questa lista.
Cosa è cambiato in questo articolo (6)
- 2026-10-28: precisati i paesi accanto alle bandiere: Mojeek ha i server nel Regno Unito; per Brave Search, DuckDuckGo, Kagi, Startpage, Ecosia, Lilo e Search for Planet si indica il paese dell’azienda.
- 2026-10-21: riscritto quasi tutto. Ora i motori sono divisi in base a dove prendono i risultati e per ognuno diciamo come si comporta con l’intelligenza artificiale. È tornato Qwant, è arrivato Mojeek, se ne sono andati Whoogle e Hearchco (chiusi) e MetaGer adesso è a pagamento. Sistemati anche un bel po’ di link e di informazioni ormai vecchie.
- 2026-07-24: eliminato Presearch perché chiude i battenti.
- 2025-11-06: eliminato il motore di ricerca Mullvad Leta dato che è stato chiuso.
- 2025-03-28: aggiunto Mullvad Leta.
- 2024-12-05: aggiornata un po’ la descrizione di Kagi.
Trovato un refuso? Segnalacelo, oppure vai al sorgente · serve un account Codeberg
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