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Brave browser è sicuro?

· · di skariko

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Questo programma è considerato software libero perché rispetta le quattro libertà: libertà di eseguire il programma per qualsiasi scopo, libertà di studiare il funzionamento del programma e modificarlo, libertà di ridistribuire copie, libertà di migliorare il programma e distribuire le modifiche.

Brave è un ottimo browser "tutto incluso": nasce con un blocco per le pubblicità e per i traccianti integrato. Ecco come funziona oggi, tra Leo, BAT e Brave Origin.

Dopo avervi raccontato e spiegato perché usare Firefox è arrivata l’ora di parlarvi un po’ di Brave. Questo articolo parla soprattutto della versione per computer: le alternative per Android e iOS le trovate qui. Di Brave ne abbiamo già accennato in passato quando qualcuno ha un po’ esagerato il presunto scandalo che poi scandalo non era. Dunque ci chiediamo: Brave browser è sicuro?

Ci sembra doveroso fare qualche premessa per chi è nuovo e per chi è capitato qui per caso. Non vogliamo mai dare nulla per scontato. Il browser è quel programma che vi permette di navigare su internet, quello che la nonna generalmente chiama “Apri Google”. Quasi tutti, infatti, ormai utilizzano Google Chrome e danno per scontato che quello sia internet. Nella lunga guerra dei browser però sono rimasti solo in tre, che per semplicità vi divideremo in questo modo anche se non è del tutto tecnicamente corretto: Chromium, Firefox e Safari.

PER CHI VA DI FRETTA:

  • Brave è molto simile a Google Chrome ma rispetta di default la privacy grazie anche a un blocco delle pubblicità integrato. Con le impostazioni di base la protegge meglio di quasi qualunque altro browser.

  • Il suo blocco delle pubblicità è dentro il browser e non è un’estensione, quindi non ha risentito delle nuove regole di Google sulle estensioni (il Manifest V3) che hanno messo fuori gioco uBlock Origin su Chrome.

  • Attivando Brave Rewards, che è facoltativo, potete vedere delle pubblicità che rispettano la privacy e ricevere in cambio una criptovaluta, il BAT, da tenere o da donare ai siti che vi piacciono.

  • Negli anni Brave si è riempito di extra, dall’assistente basato sull’intelligenza artificiale Leo al portafoglio per le criptovalute. Si possono spegnere uno per uno oppure si può scegliere Brave Origin, la versione senza extra: gratuita su Linux, a pagamento su Windows e macOS.

Brave è la migliore alternativa simile a Google Chrome

Quasi tutti i browser che conoscete si basano su Chromium, tra cui anche Microsoft Edge ed Opera, che è un progetto open source fonte di Google dal quale deriva Google Chrome. Poi c’è Firefox dal quale deriva ad esempio Tor Browser e infine c’è il browser di Apple, Safari.

Terminata la premessa vi diciamo che secondo noi Brave è la migliore alternativa simile a Chrome che potete trovare su desktop. Così come Chrome, infatti, anche Brave si basa sul progetto open source Chromium del quale è un cosiddetto fork. Assomiglia dunque molto a Google Chrome e può essere quindi per molti un passaggio meno drastico rispetto a Firefox. Le impostazioni di default di Brave proteggono la privacy meglio di quasi qualunque altro browser lasciando pressoché intatta la navigazione sui siti. Brave utilizza infatti un suo motore per bloccare pubblicità e traccianti, scritto nel linguaggio Rust e ispirato al mitico uBlock Origin fonte, senza la necessità di installare nessuna estensione.

Brave è stato fondato nel 2015 da Brendan Eich e da Brian Bondy. Brendan Eich è anche il creatore di JavaScript, uno dei linguaggi di programmazione più utilizzati su internet, ed è tuttora il CEO di Brave. Il principio sul quale si basa è molto interessante: il browser nasce infatti con un completo sistema di blocco delle pubblicità integrato, di blocco dei traccianti e anche un’ottima resistenza al fingerprinting fonte fonte. Come abbiamo visto in passato risulta sempre uno dei migliori browser nei test automatici online, come quelli di PrivacyTests o i nostri Il browser che uso mi protegge dalla pubblicità? e Essere anonimi online?.

Non è più nemmeno un progetto di nicchia: ad agosto 2026 Brave ha superato i 126 milioni di utenti al mese fonte.

Perché Brave browser è così contestato?

Eich, il CEO di Brave, è un personaggio controverso e (anche) per questo Brave non ha vita facile. Ne abbiamo già parlato tempo fa nell’articolo Cos’è questa storia di Brave?. Per farla breve: ci sono alcuni motivi per cui riceverete molti insulti se anche solo provate a nominare Brave in determinati contesti informatici. Ve li riassumiamo qui:

  • Alcune persone, come in tutti gli ambiti, sono dei veri e propri tifosi. Che ci crediate o meno esistono quindi anche i fanboy di Firefox (così come esistono anche i fanboy di Brave).

  • Brave si basa su Chromium. Come diciamo sempre questo può essere un problema a livello di sviluppo futuro del web, perché lascia a Google ancora più controllo; tuttavia secondo noi Brave è un compromesso per chi non sa e non vuole fare modifiche al proprio browser.

  • Eich ha finanziato con 1000$ nel 2008 e con 2100$ nel 2010 proposte per vietare i matrimoni tra persone dello stesso sesso in California. L’ha fatto come privato cittadino, prima di diventare CEO di Mozilla e, successivamente, di Brave. Nel 2014 si è scusato per quell’episodio e si è impegnato per supportare la comunità LGBT fonte, ma ha comunque lasciato il ruolo di CEO di Mozilla per la troppa pressione ricevuta.

  • Brave è open source fonte ma la società che lo gestisce è privata e una parte del suo modello di business è legata alla criptovaluta BAT (di cui parliamo più sotto). Alcune persone vedono di cattivo occhio il fatto che sia, di fatto, anche un’agenzia pubblicitaria.

  • Negli anni non sono mancati gli scivoloni. Nel 2020 Brave completava da sé alcuni indirizzi con dei link di affiliazione (è la storia raccontata nel nostro articolo), nel 2021 le finestre private con Tor lasciavano trapelare alcune richieste verso i siti .onion fonte e nel 2023 si è scoperto che su Windows installava i servizi della sua VPN a pagamento anche a chi non l’aveva mai chiesta fonte. Problemi poi risolti, ma che hanno lasciato il segno.

Noi cerchiamo di evitare le tifoserie e tentiamo di valutare sempre tutti gli aspetti: negativi e anche positivi di una o dell’altra alternativa. Se proponiamo ancora Brave è perché in fin dei conti ad oggi ci sembra un ottimo compromesso. Cosa succederà domani nessuno può dirlo e noi siamo qui anche per questo, per proporvi sempre delle alternative valide e aggiornate.

Brave e Firefox

Torniamo a noi. Tecnicamente, senza toccare nessuna impostazione, Brave protegge la privacy più di Firefox fonte fonte. Firefox, invece, è molto più personalizzabile e, con qualche modifica e un paio di estensioni, protegge altrettanto bene: trovate tutto nella nostra guida per configurare Firefox.

Capite bene quanto sia importante aiutare una persona inesperta a installare un browser senza necessariamente aggiungere “eh ma aspetta che devi installarti questo, questo e quest’altro prima”. Noi crediamo che si possano consigliare entrambi i browser: per chi è capace e ha voglia di fare modifiche Firefox, per chi invece vuole la comodità Brave.

Brave browser è sicuro?

Come dicevamo Brave è un browser molto sicuro e offre una serie di protezioni attive di default molto interessanti, chiamate Shields. Le trovate all’interno dello scudo a forma di leone sulla barra degli indirizzi: vi dirà quanti traccianti sta bloccando all’interno di quel sito e quali sono. Ci sono molte altre impostazioni che potete scegliere per ogni sito come ad esempio il blocco degli script o dei cookie. Con le impostazioni di base e senza toccare nulla è comunque molto valido.

Andando nelle impostazioni, alla sezione Shields brave://settings/shields, potete cambiare le impostazioni base di tutti i siti: se volete maggiore protezione potete impostare Blocco di tracker e annunci su Aggressivo e Blocca il fingerprinting su Rigido, potrebbe non far funzionare alcuni siti. Anche con le restrizioni maggiori ci è capitato di rado che un sito non si aprisse correttamente.

Il blocco di Brave è scritto direttamente nel browser, per questo il passaggio di Chromium al Manifest V3, che ha tolto a Chrome le estensioni più potenti per bloccare pubblicità e traccianti, non lo ha toccato. In più Brave continua a permettere di usare uBlock Origin completo, che su Chrome non si può più installare: nelle impostazioni c’è proprio l’opzione Abilita uBlock Origin fonte.

Brave inoltre ha delle impostazioni e delle caratteristiche che lo rendono davvero un browser unico. Alcuni esempi:

  • Ha la connessione Tor incorporata: si chiama Finestra privata con Tor. Non è come usare Tor Browser, che protegge molto di più, ma è probabilmente meglio di utilizzare solo la navigazione anonima.

  • Da luglio 2026 ha i contenitori, come Firefox: le schede aperte in contenitori diversi non condividono cookie e dati, anche sullo stesso sito, così potete per esempio tenere aperti due account diversi fonte. Si attivano dalle impostazioni e poi, con il tasto destro su una scheda o un link, si sceglie Apri in una scheda contenitore. Per una separazione completa resta sempre la possibilità di creare un profilo nuovo.

  • Ha le schede verticali e la vista divisa, per affiancare due siti nella stessa finestra.

  • Quando finite su una pagina con errore 404 vi chiederà in automatico se volete cercare una versione esistente di quella pagina sulla Wayback Machine di Archive.org.

Due funzioni di cui vi avevamo parlato invece non ci sono più: Brave ha tolto il supporto a IPFS, un protocollo per un web decentralizzato, nell’agosto 2024 perché lo usava meno dello 0,1% degli utenti fonte, e nel 2025 ha tolto anche il client Torrent integrato.

Per scaricarlo vi basterà andare su brave.com. Su Linux la pagina brave.com/linux spiega come installarlo con un solo comando o aggiungendo il repository; chi preferisce il download diretto trova tutte le versioni su GitHub.

Leo, l’intelligenza artificiale di Brave

Come quasi tutti i browser, anche Brave ha il suo assistente basato sull’intelligenza artificiale: si chiama Leo e può riassumere pagine, rispondere a domande o scrivere testi. Brave dice di non conservare le conversazioni e di non usarle per addestrare i modelli; in più, a differenza di molti altri, permette di collegare a Leo un modello di intelligenza artificiale che fate girare voi, sul vostro computer o su un vostro server.

Se non vi interessa, Leo si spegne dalle impostazioni, nella sezione Leo, e si possono nascondere anche la sua icona e il pulsante fonte. Attenzione: i riassunti scritti dall’IA che vedete in cima alle ricerche su Brave Search sono un’altra cosa, e si spengono dalle impostazioni di Brave Search.

Brave Origin, Brave senza extra

Negli anni Brave ha aggiunto parecchie cose che non tutti vogliono: oltre a Leo, un portafoglio per le criptovalute, una VPN a pagamento, Brave News, Brave Talk per le videochiamate e altro ancora. Si possono nascondere una per una dalle impostazioni, ma da giugno 2026 c’è una strada più semplice: Brave Origin.

È una versione di Brave da cui tutte queste funzioni extra sono state tolte direttamente dal codice: niente Leo, niente portafoglio e BAT, niente pubblicità di Brave, VPN, Tor, Brave News e Brave Talk, e niente invio di dati statistici a Brave. Resta tutto quello che conta: gli Shields e gli aggiornamenti di sicurezza fonte.

Su Linux è gratuito (chi vuole può comunque pagare per sostenerli), mentre su Windows e macOS costa 59,99 dollari una volta sola e vale per un massimo di dieci dispositivi fonte. Si può scaricare come browser a parte oppure attivare sul Brave che avete già. Il Brave normale resta gratuito e completo.

Ma cosa sono i BAT?

Attenzione: tutta questa parte è facoltativa e opt-in. Significa che se non la attivate voi nulla di tutto questo vi toccherà.

Basic Attention Token (BAT) è una criptovaluta creata da Brave. Attivando Brave Rewards fonte potete vedere delle pubblicità anonime, che non vi profilano, e ricevere in cambio una parte dei guadagni in BAT, da tenere per voi o da donare ai siti e ai creatori che vi piacciono.

Rispondiamo brevemente a domande che abbiamo letto in giro

  • No, non minate Bitcoin o altra criptovaluta utilizzando Brave.

  • Le pubblicità di Brave Rewards vengono scelte direttamente sul vostro dispositivo, senza mandare a Brave i vostri dati di navigazione. Brave nasce per proteggere la privacy.

  • Non è obbligatorio cliccare sulle pubblicità che riceverete una volta attivati i Brave Rewards: non guadagnerete di più cliccandoci sopra.

  • No, Brave non è uno scam e chi lo dice probabilmente lo fa solo per gettare fango sul progetto.

  • Il mondo delle criptomonete è però pieno di delinquenti. Se volete solo aiutare i creatori, vi consigliamo di lasciare i BAT nel browser e donarli, senza addentrarvi nel mondo degli scambi di criptovalute.

Per incassare i BAT, fino a qualche tempo fa bisognava per forza aprire un conto presso un intermediario come Uphold. Dall’agosto 2025, su computer e su Android, si possono invece ricevere anche su un proprio portafoglio, senza intermediari fonte. Tenete comunque conto che il valore dei BAT cambia moltissimo e che di solito si parla di pochi euro: non pensate certo di diventare milionari.

Su iPhone e iPad invece Brave Rewards funziona solo in parte: dal 2020, per le regole di Apple, lì non si possono guadagnare BAT guardando le pubblicità né donarli ai creatori fonte.

Una ricompensa per la vostra attenzione

Brave ha deciso di andare oltre l’essere un buon browser e ha un modello di business vero, a differenza di altri browser sul mercato che si basano quasi esclusivamente sugli accordi con i motori di ricerca, come Firefox con Google. Ha lanciato il guanto di sfida agli annunci su internet, ormai in mano soprattutto a Google e Meta.

Chi crea contenuti (un sito, ma anche un canale su alcune piattaforme come YouTube, Reddit o Twitch) può registrarsi come Brave Creator fonte e ricevere BAT da chi lo segue. Chi usa Brave può fare una donazione singola oppure impostare una donazione mensile ai siti che preferisce, direttamente dall’icona di Brave Rewards. Le vecchie donazioni automatiche, che dividevano i BAT tra i siti in base al tempo passato su ciascuno, invece non esistono più.

Noi, nel caso ne foste interessati, siamo dei creatori approvati: se utilizzate Brave vedrete che sulla barra degli indirizzi compare una spunta. Come spieghiamo nella sezione Trasparenza se dovessimo ricevere più BAT del necessario per mantenere il sito li ridistribuiremmo tramite le donazioni di Brave stesso.

Le micro-donazioni possono, potenzialmente, davvero fare la differenza per i piccoli blog che spesso riempiono il proprio sito di Google AdSense o di link sponsorizzati Amazon nella speranza di portare a casa qualche euro. In questo modo infatti non c’è clickbait che tenga: è l’utente a decidere a chi dare i propri soldi e a premiare chi crea contenuti di qualità. Se i BAT avranno futuro o meno non possiamo saperlo, ad oggi però ci sembra un progetto decente e interessante da seguire.

Ultime considerazioni

Quando abbiamo scritto questo articolo, nel 2021, il futuro di Brave sembrava incerto per via del Manifest V3 di Chromium, che rischiava di indebolire il blocco delle pubblicità. Come abbiamo visto, è andata bene: il blocco di Brave è integrato nel browser e non ne ha risentito, e uBlock Origin completo si può ancora usare.

Sullo smartphone Brave funziona bene sia su Android sia su iOS, anche se su iOS, come dicevamo, i BAT sono quasi del tutto assenti. Per Android trovate altre ottime alternative, come IronFox o Vanadium, nell’articolo sulle alternative a Google Chrome.

Raccomandazioni finali

  • Brave è un progetto legale e molto interessante, non è una truffa. Se attivate i BAT però state attenti alle pubblicità sul trading online o sulle criptovalute: non c’è niente di illegale, ma se decidete di investire fatelo coscienziosamente o facendovi seguire sempre da qualcuno.

  • Nel caso abbiate dubbi sui BAT e non vi fidiate, nulla vi costringe ad attivarli. Potete benissimo utilizzare Brave in tutte le sue funzionalità senza mai attivare le pubblicità e i BAT. Brave infatti è completamente gratuito e i BAT sono solo un’opportunità in più.

Alternative a Brave:

  • Firefox, è uno dei browser più famosi e utilizzati. Come abbiamo visto può proteggere quanto Brave, ma solo se ben configurato.

  • Se vi piace Brave ma non le sue aggiunte, Vivaldi è un’altra ottima alternativa basata su Chromium e ha detto chiaramente di non voler aggiungere l’intelligenza artificiale. Lo trovate, insieme a tutti gli altri, nelle alternative a Google Chrome.

  • Su iOS potete provare DuckDuckGo Privacy Browser o Firefox Focus se non vi piace Brave.

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Cosa è cambiato in questo articolo (1)
  • 2026-10-21: aggiornata tutta la recensione. Ci sono Brave Origin, i contenitori, Leo e come spegnerlo, la VPN installata senza chiedere su Windows nel 2023 e il funzionamento di oggi dei BAT. Tolte le funzioni che Brave non ha più (IPFS, WebTorrent, le donazioni automatiche) e la parte sul Manifest V3, che per Brave si è risolta bene.

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