GrapheneOS, Android blindato e senza Google
Licenze MIT e Apache 2.0
GrapheneOS è la versione di Android incentrata su sicurezza e privacy: servizi di Google facoltativi e senza privilegi, aggiornamenti puntuali. Per ora solo sui Google Pixel.
Indice
Come molti di voi avranno già intuito, mi capita spesso di creare articoli su progetti e alternative che mi son trovato a provare un po’ per necessità e un po’ per pura curiosità. Questo articolo è un po’ diverso dal solito, soprattutto nella forma, perché ho voluto parlarne in prima persona anziché in terza come si fa di solito su questo blog. L’ho scritto nel 2023 dopo qualche giorno di prova e l’ho aggiornato da cima a fondo a novembre 2026: le esperienze personali restano quelle di allora, le informazioni sono quelle di oggi.
Prima di iniziare, ecco un brevissimo resoconto sul perché ho deciso di provare GrapheneOS. Per motivi personali avevo bisogno di usare alcune applicazioni del Play Store che non funzionano con microG, quindi sul mio “nuovo” Pixel 6 (comprato apposta) non potevo mettere /e/OS o iodé. Come già detto nelle recensioni passate, microG è un’idea decisamente interessante, ma con lui diverse applicazioni non funzionano o danno problemi.
GrapheneOS, il sistema operativo alternativo senza microG
Avevo letto in giro, anche nei nostri gruppi, che GrapheneOS è diverso perché non usa microG: ha trovato un sistema ancora più interessante per far funzionare le app che hanno bisogno di Google. Si possono installare (solo se lo si vuole, sia chiaro) i servizi di Google originali, che però vengono isolati e ricevono pochi permessi essenziali.
Cosa significa esattamente? La documentazione di GrapheneOS è molto ampia e potete leggerla in autonomia, ma in breve: su un telefono normale i servizi di Google sono un’app di sistema con privilegi altissimi, mentre su GrapheneOS sono un’app come tutte le altre, senza nessun accesso speciale. Non possono leggere i dati delle altre app e devono chiedere i permessi come chiunque altro fonte.
E qui viene forse la parte più bella: funzionano solo dentro il profilo in cui li installate. Potete quindi installare i servizi di Google in un profilo separato e usarlo solamente per le applicazioni che siete in qualche modo obbligati a usare.
Fare l’accesso con un account Google è facoltativo: serve solo per il Play Store o per le app che vogliono per forza un account Google. Le notifiche funzionano anche senza.
Play Store o Aurora Store?
Nel 2023 avevo scritto, citando lo sviluppatore principale di allora, che su GrapheneOS non c’era molta differenza tra il Play Store con un account usa e getta e Aurora Store. Oggi gli sviluppatori di GrapheneOS sono più netti: il Play Store è il modo più sicuro per installare e aggiornare le app che stanno lì. Aurora Store richiede comunque un account e, di base, usa account condivisi forniti dal suo servizio fonte. Su GrapheneOS il Play Store non ha nessun potere speciale, quindi con un account usa e getta lo si può usare tranquillamente.
Grazie a questa soluzione le applicazioni che non funzionano su GrapheneOS sono poche. Qualche incompatibilità c’è sempre, purtroppo, soprattutto tra le app di banche e pagamenti: le esperienze di chi lo usa le trovate nella tabella di compatibilità sul nostro sito e, per le banche, nella lista curata da PrivSec. Per esperienza personale posso dire che i problemi sono stati molti meno di quelli che avevo con CalyxOS e microG.
Audit
Prima di elencarvi alcune caratteristiche di GrapheneOS ci tengo a sottolineare che il loro codice ha ricevuto audit di sicurezza ed è costantemente sotto osservazione fonte.
Alcune caratteristiche di GrapheneOS
Finora ho parlato solo di una minuscola parte di GrapheneOS, quella più visibile nell’uso di tutti i giorni. GrapheneOS parte da AOSP, la versione base e open source di Android, con modifiche tutte incentrate su sicurezza e privacy. L’elenco completo è lunghissimo e lo trovate sul sito ufficiale: qui riporto quelle che si notano di più.
Permessi che Android non ha. Si può togliere a una singola app l’accesso a internet fonte o ai sensori che Android non protegge, come accelerometro e bussola fonte. Alle app che pretendono di vedere tutti i file o tutta la rubrica si può far credere di averne il permesso, mostrando loro solo le cartelle o i contatti scelti da voi (si chiamano Storage Scopes e Contact Scopes) fonte. Da settembre 2026 si può anche decidere app per app chi legge gli appunti.
Sblocco e telefono bloccato. Si può impostare un PIN «anti-coercizione» che, se inserito, cancella tutto il telefono in modo irreversibile fonte, e chiedere un PIN breve dopo l’impronta digitale, così si può avere una password lunga senza doverla scrivere ogni volta fonte. Il telefono si riavvia da solo se non viene sbloccato per un certo tempo (18 ore, ma si può cambiare): dopo il riavvio i dati tornano cifrati e molto più difficili da estrarre fonte. Quando lo schermo è bloccato la porta USB-C, di base, serve solo per caricare fonte. Volendo, i numeri del PIN si possono far comparire ogni volta in ordine diverso fonte.
Altre comodità. Bluetooth e Wi-Fi si possono spegnere da soli dopo un po’ che non si usano fonte; dagli screenshot vengono tolte informazioni come modello del telefono, data e ora fonte; si possono creare fino a 32 profili e ricevere nel profilo che si sta usando le notifiche degli altri fonte. Chi vuole una posizione più rapida al chiuso può attivare la localizzazione tramite le reti Wi-Fi vicine, che GrapheneOS ottiene senza passare da Google fonte.
Insieme a GrapheneOS troviamo anche alcune applicazioni: il browser Vanadium fonte, GrapheneOS Camera fonte, il lettore PDF Viewer fonte, Auditor, che controlla che il telefono non sia stato manomesso fonte, un negozio di app suo da cui si installano anche i servizi di Google fonte e i backup cifrati con Seedvault fonte.
L’installazione
Per ora GrapheneOS si installa solo sui Google Pixel, dal Pixel 6 in poi. Non per simpatia: sono gli unici telefoni che oggi rispettano i requisiti del progetto. Se lo comprate apposta, conviene un Pixel 8 o successivo, che ha sette anni di aggiornamenti garantiti fonte. Le cose potrebbero cambiare: a marzo 2026 Motorola ha annunciato una collaborazione con GrapheneOS e alcuni suoi telefoni futuri usciranno con GrapheneOS preinstallato; modelli e date non sono ancora ufficiali fonte.
L’installazione è semplice e si fa dal browser, collegando il telefono al computer. Un avvertimento, visto che l’ho provato di persona: il cavo è fondamentale. La cosa migliore è un cavo USB-C → USB-C, meglio se quello originale. In alternativa potete provare un USB-A → USB-C, ma deve essere di qualità e collegato direttamente al computer, non attraverso un hub. Funziona su quasi tutti i sistemi operativi; su Linux può servire un passaggio in più: Connecting the phone.
Metodi di utilizzo
Una volta seguite le istruzioni e installato GrapheneOS, ci sono diversi modi, secondo me, di usarlo. Provo a dirvi quelli che mi sembrano più adatti, ma non ponete freni alla vostra fantasia!
- Utilizzo base: probabilmente la scelta migliore. GrapheneOS nasce senza nulla di Google e potete usare F-Droid e Aurora Store per installare le vostre applicazioni preferite. Se non avete bisogno di app legate ai servizi di Google (app bancarie, car sharing, giochi…) questa è la soluzione per voi.
- Utilizzo con i servizi di Google: se vi servono app che ne hanno bisogno, potete installare i servizi di Google dal negozio di app di GrapheneOS, come un’app qualunque. Si aggiornano dallo stesso negozio di app, anche senza un account Google fonte. Qui ci sono diverse possibilità:
- nel profilo principale, quello che usate di solito (il “Proprietario”);
- in un altro profilo, probabilmente la scelta migliore: basta crearne uno nuovo, installare lì i servizi di Google e le app che li richiedono, e attivare l’inoltro delle notifiche verso il profilo principale;
- nello «Spazio privato» di Android o in un profilo di lavoro (per esempio con Shelter): meno isolati di un profilo separato, ma più comodi perché le app stanno insieme alle altre (qui le differenze tra profilo di lavoro e profili utente).
- Utilizzo con i servizi di Google e un account Google: come il precedente, ma le app si installano dal Play Store con un account vero e proprio. Utile se avete fatto acquisti e volete recuperarli o se qualche app vuole per forza essere installata dal Play Store; ed è, come detto, il modo più sicuro per installare le app che stanno lì.
Come avete visto, ogni metodo aggiunge qualche compromesso. Ricordatevi però che anche facendo l’accesso con un account Google state sempre usando GrapheneOS: non è la stessa cosa che farlo su un telefono Android normale.
Account Google usa e getta
Un paragrafo a parte per l’ultimo punto. Se vi serve un account Google solo per il Play Store (o, per esempio, per far funzionare una Chromecast) potete crearne uno nuovo dalle impostazioni: Password e account, Aggiungi, Google. Una volta creato potete togliere tutto il tracciamento possibile dalle impostazioni dell’account. Google a volte chiede un numero di telefono per crearlo.
Incompatibilità e problemi
Nel 2023, installando le applicazioni dal Play Store con un mio account Google farlocco, i problemi sono stati meno di quelli che avevo con microG.
L’unica app con cui ho avuto problemi è stata quella del car sharing Zity, e mi è stato spiegato che è l’applicazione stessa a non accettare nessun sistema operativo diverso da quello di fabbrica, indipendentemente dai servizi di Google o da dove viene installata. Dopo qualche giorno ha iniziato a darmi problemi anche Nexi Pay, ma da quando l’ho spostata nel profilo di lavoro senza i servizi di Google funziona.
Altre cose da sapere, aggiornate a oggi:
- Pagamenti contactless con Google Wallet: non funzionano, perché Google li permette solo sui sistemi che certifica lei fonte. Alcune banche hanno un pagamento contactless nella propria app che può funzionare: va provato caso per caso.
- Android Auto: nel 2023 non funzionava, oggi sì. Si installa come estensione dei servizi di Google e si decide uno per uno quali permessi in più dargli fonte.
- Posizione: all’epoca la localizzazione era un po’ più lenta del normale. Oggi le app che chiedono la posizione ai servizi di Google vengono girate da GrapheneOS sul proprio sistema, e con la localizzazione tramite reti Wi-Fi (da attivare) la posizione arriva in fretta anche al chiuso, senza darla a Google.
- Chromecast: funziona facendo l’accesso con un account Google. Nel 2023 non funzionava bene lo streaming dell’intero schermo, perché richiede privilegi che GrapheneOS non dà ai servizi di Google.
In conclusione: qualcosa non funziona o non funziona al meglio, ma mi sembra un compromesso molto migliore rispetto alle alternative con microG. Con microG, per esempio, non mi funzionava il car sharing Enjoy, che su GrapheneOS andava senza problemi.
Gli aggiornamenti di sicurezza in anteprima
Da settembre 2025 Google tiene riservate per diversi mesi le correzioni di sicurezza di Android prima di pubblicarne il codice. GrapheneOS le riceve, ma deve rispettare l’embargo: per questo pubblica delle versioni «in anteprima» che contengono già le correzioni non ancora pubbliche. Quella di ottobre 2026, per esempio, include le correzioni che Google renderà pubbliche fino ad aprile 2027 fonte.
Dall’ottobre 2025 GrapheneOS chiede se attivarle durante la prima configurazione, oppure con una notifica a chi lo aveva già installato. Se avete detto di no e volete ripensarci, l’opzione è in Sistema → Aggiornamenti di sistema → Receive security preview release. Ve lo consigliamo caldamente: ricevete subito le correzioni, anche se il loro codice diventerà open source solo a embargo finito.
Differenze con LineageOS e altri sistemi operativi
Ma quindi quali sono le differenze tra LineageOS e GrapheneOS? Bella domanda. Su /e/OS e iodéOS microG è un’app di sistema con permessi speciali, compreso quello di farsi passare per i servizi di Google; su LineageOS ufficiale, invece, da febbraio 2024 microG si installa come un’app normale. Ne parliamo meglio nella nostra guida su microG. In più questi sistemi, su molti telefoni, non possono richiudere il bootloader e ricevono gli aggiornamenti con qualche ritardo. Il team di GrapheneOS è molto critico verso tutti gli altri progetti, spesso con toni duri, e anche per questo non è facile farsi un’idea del tutto imparziale.
L’idea che mi sono fatto io è che, come spesso accade, conta il proprio threat model, cioè capire da quale minaccia ci si vuole difendere. LineageOS e i sistemi simili sono un’ottima scelta per ridare vita a un telefono che il produttore non aggiorna più, o per liberarne uno pieno di app impossibili da togliere: se il vostro obiettivo è dare meno potere a Google e alle agenzie pubblicitarie, non avrete grossi problemi. Se invece potete scegliere il telefono, o siete in qualche modo un bersaglio (attivisti, giornalisti, chi vive in un Paese poco democratico), conviene seriamente valutare GrapheneOS. Ne parliamo più in generale nelle nostre alternative ad Android.
Conclusioni e altri aneddoti su GrapheneOS
GrapheneOS resta un sistema operativo di nicchia, ma ha ricevuto parecchi apprezzamenti, tra cui quello di Edward Snowden e, nel 2023, di Android Authority. È portato avanti da una fondazione non profit canadese e vive di donazioni, con cui paga gli sviluppatori. È nato dal lavoro di Daniel Micay, sviluppatore canadese che prima aveva lavorato a CopperheadOS, magari qualcuno di voi se lo ricorda ancora.
Io mi ci sono trovato bene fin da subito: avevo installato più cose del dovuto proprio per capire quanto fosse compatibile con le applicazioni, e non ho trovato grossi difetti di usabilità, almeno nel mio modo di usare lo smartphone.
Altre informazioni utili
- Nel podcast italiano DigiDati c’è una puntata dedicata a GrapheneOS, utile soprattutto a chi si avvicina per la prima volta a questo mondo: 43 • GrapheneOS per i non-tecnici: è uscita la guida scritta completa. Sempre di DigiDati consigliamo la Guida completa in italiano per installare e configurare GrapheneOS sul Google Pixel.
- Un’altra guida, lunghissima e molto completa, è La guida definitiva su GrapheneOS di Turtlecute.org.
- In inglese c’è la guida di iAnonymous3000: awesome-grapheneos-guide. Usate il vostro programma preferito per tradurla se ne avete bisogno.
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Installa dal browser Sito ufficialevai al sito ufficiale Codice sorgenteguarda il codice sorgenteCosa è cambiato in questo articolo (4)
- 2026-11-01: articolo aggiornato da cima a fondo. Nuove funzioni (Storage e Contact Scopes, appunti app per app, PIN anti-coercizione, PIN dopo l’impronta, porta USB-C bloccata, posizione di rete), ora funziona anche Android Auto, il Play Store è il modo consigliato per installare le app di Google, gli aggiornamenti in anteprima vengono proposti alla prima configurazione, la collaborazione con Motorola, telefoni supportati aggiornati; tolti i link a Twitter e Nitter non più raggiungibili e i link al Play Store di app non più presenti.
- 2026-01-18: tolti link e alcuni riferimenti a CalyxOS dato che non è più sviluppato né consigliato.
- 2025-10-07: aggiunta la possibilità di attivare gli aggiornamenti di sistema in anteprima senza aspettare la fine dell’embargo di Google.
- 2025-01-08: aggiunta la guida presente su Turtlecute.
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