Alternative ad Amazon
Prime Day e Black Friday li pagano lavoratori, fisco e pianeta. Perché lasciare Amazon e dove comprare libri, elettronica, usato e musica senza passare da Bezos.
Indice
Ogni anno, puntuali come l’influenza, arrivano il Prime Day a luglio e il Black Friday a novembre (quest’anno venerdì 27, con il suo strascico di «Black Week» e «Cyber Monday»). Per qualche giorno sembra che non comprare qualcosa in offerta sia fare un torto a sé stessi. Come sapete, non abbiamo né avremo mai un’affiliazione Amazon: questo sarà probabilmente uno dei pochi articoli sul Black Friday che troverete in giro senza un solo link che ci faccia guadagnare sui vostri acquisti. Vi spieghiamo infatti perché, secondo noi, varrebbe la pena fare a meno di Amazon.
Il Black Friday è il trionfo dell’acquisto compulsivo: compri una cosa perché è scontata, non perché ti serve. E un volume di vendite del genere, concentrato in pochi giorni, qualcuno lo deve pur smaltire: nei magazzini, sui furgoni, nelle discariche.
Perché non usare Amazon
Sappiamo benissimo che dire di no ad Amazon è difficile. Spedisce in un giorno, rimborsa quasi tutto senza fare storie, ha spesso i prezzi più bassi e ci trovi pressoché qualunque cosa. Non vi diremo che è inaffidabile, perché non è vero. Il problema è il prezzo che non vedete nello scontrino.
Chi lavora Jeff Bezos, fondatore di Amazon, dal 2021 non ne è più l’amministratore delegato, ma resta presidente esecutivo e primo azionista fonte. È da anni tra gli uomini più ricchi del pianeta (quanto guadagna Jeff Bezos?): cifre così non si riescono nemmeno a immaginare, per questo abbiamo messo online 1percento, dove la ricchezza dei miliardari si vede in scala, un pixel ogni mille dollari, e si scorre, si scorre, si scorre. Eppure i lavoratori di Amazon scioperano di continuo, e spesso proprio il giorno del Black Friday: nel 2024 sono stati circa 30 Paesi, Italia compresa, con il magazzino di Castel San Giovanni in testa fonte. E a giugno 2026 i corrieri lombardi hanno fermato le consegne contro i ritmi di lavoro e le ditte in appalto fonte. La campagna internazionale che li coordina si chiama Make Amazon Pay. Un’indagine del Senato statunitense, durata 18 mesi e ovviamente contestata da Amazon, ha concluso che nel 2023 i magazzini di Amazon hanno avuto il 30% di infortuni in più della media del settore e che l’azienda aveva scartato un suo studio interno che proponeva di rallentare i ritmi fonte. A tutto questo si aggiunge l’orribile gamificazione del lavoro, con punti e classifiche per chi smista più pacchi fonte, e le campagne contro i sindacati fonte.
In Italia, nel luglio 2024, la Procura di Milano ha sequestrato 121 milioni di euro ad Amazon Italia Transport: secondo i magistrati i corrieri erano assunti da cooperative solo sulla carta esterne, ma di fatto guidati in tutto dall’algoritmo di Amazon fonte. Intanto l’intelligenza artificiale serve anche a tagliare: tra ottobre 2025 e gennaio 2026 Amazon ha annunciato circa 30.000 licenziamenti tra gli impiegati, i più grandi della sua storia fonte.
Le tasse Nel 2020 si è scoperto che, su un giro d’affari di 4,5 miliardi in Europa, Amazon aveva versato 11 milioni di tasse fonte. Negli Stati Uniti per anni non ha pagato l’imposta federale sul reddito, ricevendo anzi rimborsi fonte. In Italia, a dicembre 2025, ha chiuso con l’Agenzia delle Entrate pagando 723 milioni di euro: la Procura di Milano aveva calcolato un’evasione di 3 miliardi, soprattutto sull’IVA dei prodotti di venditori cinesi passati dai suoi magazzini fonte. Due mesi dopo è partita un’altra indagine, con perquisizioni nella sede italiana e nelle case di sette dirigenti, per centinaia di milioni non dichiarati tra il 2019 e il 2023. Amazon parla di «azioni aggressive» dei magistrati fonte.
La concorrenza Un’azienda che paga così poche tasse non è un concorrente leale per chi non ha i suoi miliardi, dal negozio sotto casa alla piccola azienda. Nel 2021 l’Antitrust italiana ha multato Amazon per oltre un miliardo di euro per abuso di posizione dominante: chi voleva il bollino Prime e la visibilità doveva usare la sua logistica. Nel 2025 il TAR ha confermato l’abuso, ma ha ridotto la multa a circa 752 milioni fonte. La Commissione europea, invece, ha contestato ad Amazon di usare i dati dei venditori che ospita per favorire i propri prodotti (nel 2022 ha dovuto impegnarsi a smettere) fonte. Negli Stati Uniti, infine, ha accettato di pagare 2,5 miliardi di dollari per aver iscritto le persone a Prime con trucchetti e reso la disdetta un labirinto fonte.
La privacy Tutto quello che dite ad Alexa finisce sui server di Amazon. L’unica opzione per evitarlo, che esisteva solo su pochi Echo negli Stati Uniti, Amazon l’ha tolta il 28 marzo 2025: serve alla nuova Alexa con l’intelligenza artificiale fonte. Le videocamere Ring (di proprietà di Amazon), di cui vi parlavamo già nel 2020, da dicembre 2025 negli Stati Uniti hanno il riconoscimento facciale: chi ha il campanello sceglie di attivarlo, ma il volto lo scansiona a chiunque passi davanti alla porta, postino e vicini compresi fonte. È già arrivata una causa collettiva fonte. Nel frattempo Ring aveva stretto un accordo con Flock, una rete di telecamere usata anche dall’ICE, la polizia dell’immigrazione statunitense: lo ha cancellato a febbraio 2026, dopo le proteste fonte. E Prime Video, dall’aprile 2024, ha la pubblicità anche per chi è abbonato: per toglierla si paga in più fonte.
Il pianeta Amazon ha promesso zero emissioni nette entro il 2040, ma nel 2024 le sue emissioni sono cresciute del 6%, per i nuovi data center e i furgoni delle consegne fonte. E Venezia si ricorda bene il matrimonio di Bezos del giugno 2025, con un’isola intera affittata e la città che rispondeva con il comitato «No Space for Bezos» fonte.
Tutte le notizie su Amazon
Da quando abbiamo pubblicato la prima versione di questo articolo, nel 2020, le notizie non hanno smesso di arrivare. Le abbiamo raccolte qui, dalla più recente: questa lista, purtroppo, continuerà ad allungarsi.
Mostra le 25 notizie
- Quattro ex magazziniere fanno causa ad Amazon: punite o licenziate per aver chiesto pause e adattamenti in gravidanza (Reuters, settembre 2026);
- «Amazon Strike Day»: sciopero dei corrieri Amazon in Lombardia contro ritmi di lavoro e ditte in appalto (giugno 2026);
- Causa collettiva contro il riconoscimento facciale dei campanelli Ring (giugno 2026);
- Ring cancella l’accordo con Flock, la rete di telecamere usata anche dalla polizia dell’immigrazione statunitense (febbraio 2026);
- Amazon, altri guai con le tasse in Italia: nuova indagine per maxi evasione fiscale (febbraio 2026);
- Amazon ha confermato che licenzierà altri 16mila dipendenti (gennaio 2026);
- Accordo con l’Agenzia delle Entrate, Amazon pagherà 723 milioni (dicembre 2025);
- Iscrizioni ingannevoli a Prime, Amazon pagherà 2,5 miliardi di dollari (settembre 2025);
- Amazon rimuove «equità per le persone nere» e «diritti LGBTQ+» dalle politiche aziendali (gennaio 2025);
- Amazon manipola i dati sugli infortuni, secondo l’indagine del Senato statunitense (dicembre 2024);
- Amazon Italia, sequestrati 121 milioni per frode: «lavoratori sfruttati» (luglio 2024);
- Amazon, multa record dell’Antitrust: 1,1 miliardi per abuso di posizione dominante (dicembre 2021);
- Amazon ha accettato di consentire solo recensioni a cinque stelle per il libro di Xi in Cina (dicembre 2021);
- Documenti dimostrano che Amazon ha copiato prodotti e risultati di ricerca per promuovere i propri marchi (ottobre 2021);
- Amazon ha cercato di costringere un venditore a raccogliere i dati personali degli utenti (aprile 2021);
- Amazon sta usando profili fake per fare la guerra ai sindacati? (aprile 2021);
- Lo sciopero dei lavoratori di Amazon in Italia: «vi chiediamo di non comprare per 24 ore» (marzo 2021);
- Amazon manda volantini per spiegare come votare NO a un eventuale sindacato (febbraio 2021);
- Videocamere dentro i furgoni per controllare i corrieri (febbraio 2021);
- Amazon costringe i magazzinieri a turni notturni da 10 ore (gennaio 2021);
- 400 politici chiedono ad Amazon di alzare i salari (dicembre 2020);
- Minime, di Giovanni De Mauro, direttore di Internazionale (dicembre 2020);
- Amazon ha spiato per anni i suoi lavoratori europei più attivi politicamente (novembre 2020);
- Il Parlamento europeo chiede a Bezos se Amazon spia i politici (ottobre 2020);
- Il riconoscimento facciale di Amazon prestato all’FBI (gennaio 2019).
Alternative ad Amazon: da dove cominciare
Non esiste un «Amazon etico» che faccia tutto quello che fa Amazon: se esistesse, avrebbe gli stessi problemi. L’alternativa è comprare in modo diverso, e costa un po’ di comodità e a volte qualche euro in più. Qualche regola semplice:
- Il negozio sotto casa, prima di tutto. Se una cosa non ce l’hanno, chiedete se possono ordinarla: potrebbero riuscire a farvela trovare in pochi giorni, magari senza spese di spedizione. In alcune occasioni potrebbero anche consegnarvela a casa: in ogni caso, chiedere non costa nulla.
- Il sito del produttore. Il caffè sul sito della torrefazione, le scarpe su quello del calzaturificio: spesso il prezzo è lo stesso e il margine va a chi produce, non all’intermediario.
- Un comparatore per scoprire altri negozi, come Trovaprezzi: tra i risultati compare anche Amazon, ma vi mostra decine di e-commerce italiani che altrimenti non conoscereste.
- Per la spesa, i GAS, i gruppi di acquisto solidale: famiglie che comprano insieme direttamente dai produttori della zona. Ce n’è quasi ovunque, chiedete in giro o cercate «GAS» e il nome della vostra città. Se potete spendere qualcosa in più, scegliete i negozi che pagano il giusto a chi produce: NaturaSì, per esempio, pubblica il prezzo trasparente di alcuni prodotti, cioè quanto paga all’agricoltore rispetto al prezzo di mercato e dove vanno i soldi di una bottiglia di passata, mentre nelle botteghe di Altromercato trovate cibo del commercio equo e solidale.
- Chiedetevi se vi serve davvero. Il prodotto più sostenibile è quello che non comprate, e il Black Friday esiste apposta per farvelo dimenticare.
Qui sotto i negozi che vi suggeriamo, divisi per categoria. Nessuno dei link è affiliato: non ci guadagniamo nulla.
Libri
Fino a poco tempo fa qui al primo posto c’era Bookdealer, la piattaforma delle librerie indipendenti nata nel 2020. Purtroppo dal 2024 non pagava più le librerie che le anticipavano i libri fonte e, mentre scriviamo, il sito non risponde. Per ora non ve lo consigliamo. Anche GoodBook, l’altro portale delle librerie indipendenti che ci avevate segnalato, ha chiuso il 31 dicembre 2023.
La libreria sotto casa
sostiene un negozio del quartiere
Vale la pena dirlo per primo: quasi tutte le librerie ordinano qualunque libro in catalogo e ve lo fanno arrivare in un paio di giorni, allo stesso prezzo di copertina. Molte hanno anche un sito o rispondono su WhatsApp (sic), Telegram o per email. Il libraio, in più, vi sa consigliare: l’algoritmo, al massimo, vi propone il libro che avete appena comprato.
Libraccio
catena italiana libri nuovi e usati
Catena italiana di librerie, con negozi in molte città e un sito per comprare online libri nuovi, usati, scolastici ed ebook. Ottimo per i testi scolastici e universitari usati, che costano molto meno: e nei negozi i libri usati si possono anche vendere.
Sito ufficialevai al sito ufficialeIBS e laFeltrinelli
società italiana libri, ebook, CD e vinili
Due nomi, un solo negozio: dal 2017 i siti di IBS e laFeltrinelli (e anche quello di Libraccio) sono gestiti dalla stessa società, nata dall’unione delle vendite online del gruppo Feltrinelli e di Messaggerie Italiane fonte. Non sono piccoli né indipendenti, ma sono italiani e hanno un catalogo enorme: libri, ebook e, se cercate un’alternativa ad Amazon anche per la musica, CD e vinili.
Librerie.coop
catena italiana cooperativa
Le librerie del mondo Coop: una quarantina di negozi in quasi tutte le regioni, più di sessanta angoli libri dentro i supermercati e, dal 2022, un negozio online che spedisce in tutta Italia. È di Coop Alleanza 3.0 e non fa parte di nessun gruppo editoriale fonte.
Sito ufficialevai al sito ufficialeComprovendolibri
sito italiano libri usati tra privati
Un mercatino del libro usato tra privati, senza intermediari: chi vende mette in vendita i suoi libri e chi compra si accorda direttamente con lui. Si cerca anche per codice ISBN, quindi è comodo per trovare un’edizione precisa o un libro fuori catalogo. La grafica è quella di vent’anni fa, ma funziona.
Sito ufficialevai al sito ufficialeMLOL, la biblioteca digitale
piattaforma italiana gratis con la tessera della biblioteca
Prima di comprare un ebook sul Kindle, guardate se potete prenderlo in prestito. MLOL (MediaLibraryOnLine) è la piattaforma di prestito digitale usata da moltissime biblioteche italiane: con la tessera della vostra biblioteca si prendono in prestito gratis ebook, audiolibri e si leggono quotidiani e riviste. Per sapere se la vostra biblioteca aderisce basta chiedere allo sportello.
Sito ufficialevai al sito ufficialeLiber Liber
associazione italiana gratis
Migliaia di classici della letteratura i cui diritti d’autore sono scaduti, da scaricare gratis e legalmente in ebook, e anche audiolibri e musica. Se cercate I promessi sposi o Pirandello, comprarli in digitale non ha molto senso.
Sito ufficialevai al sito ufficialePer prestare, regalare o scambiare libri con le persone intorno a voi c’è anche Inventaire, di cui vi abbiamo parlato qui. E per leggere gli ebook senza un Kindle basta un’app come Book’s Story.
Elettronica ricondizionata
Uno smartphone o un portatile ricondizionato è un dispositivo usato, controllato, riparato dove serviva e rivenduto con la garanzia. Costa molto meno del nuovo e non richiede di produrne un altro: per l’ambiente è la scelta migliore, dopo quella di tenersi quello che si ha. Ne abbiamo parlato anche su Feddit.
Reware
cooperativa italiana cooperativa
Cooperativa romana che recupera computer aziendali, li ricondiziona e li rivende: portatili, fissi e workstation, con un anno di garanzia e 30 giorni per il reso. È la nostra preferita, perché ai prezzi bassi aggiunge un progetto di informatica sostenibile.
Sito ufficialevai al sito ufficialeTrenDevice
azienda italiana
Azienda italiana specializzata in iPhone, iPad e Mac ricondizionati, con 12 mesi di garanzia. Se cercate un prodotto Apple, conviene partire da qui.
Sito ufficialevai al sito ufficialeTomato Smartphone
negozi in Italia
Smartphone e tablet ricondizionati con garanzia, venduti online ma anche in negozi fisici in diverse città italiane: utile se volete vedere il telefono di persona prima di comprarlo.
Sito ufficialevai al sito ufficialeBack Market
azienda francese
Il più conosciuto: non ricondiziona in proprio, ma raccoglie le offerte di tanti ricondizionatori, con garanzia minima di un anno. Ce l’avevate suggerito voi fonte. Essendo un marketplace, la qualità dipende dal venditore: guardate le sue recensioni prima di comprare.
Sito ufficialevai al sito ufficialeRefurbed
azienda austriaca
Simile a Back Market, nato a Vienna: smartphone, computer, elettrodomestici e altro ricondizionati da venditori selezionati, con almeno 12 mesi di garanzia.
Sito ufficialevai al sito ufficialeSwappie
azienda finlandese
Soprattutto iPhone, ricondizionati direttamente da loro e non da venditori terzi.
Sito ufficialevai al sito ufficialeRebuy
azienda tedesca
Elettronica, ma anche videogiochi, console, libri e film usati. Oltre a comprare, potete vendergli quello che non usate più.
Sito ufficialevai al sito ufficialeUsato
Il pacco più ecologico è quello che passa da una casa all’altra. Prima di comprare nuovo, provate qui.
FediMercatino
fediverso progetto italiano
Il mercatino dell’usato del fediverso italiano, nato nel 2025: niente pubblicità, niente commissioni, gli annunci si seguono anche da Mastodon e dagli altri social federati. Ve l’abbiamo presentato qui. È piccolo, quindi non troverete di tutto: ma ogni annuncio in più lo rende più utile per tutti.
Sito ufficialevai al sito ufficialeSubito
sito italiano
Il sito di annunci più usato in Italia: c’è davvero di tutto, dai mobili alle biciclette. Occhio alle truffe: mai pagare in anticipo chi non conoscete, meglio vedersi di persona.
Sito ufficialevai al sito ufficialeVinted
azienda lituana
Nato per i vestiti usati, oggi anche per libri, giocattoli e oggetti per la casa. Si paga e si spedisce dall’app, con una piccola commissione per chi compra.
Sito ufficialevai al sito ufficialeWallapop
nata in Spagna
Annunci tra privati, con la ricerca per distanza: comodo per trovare chi vende vicino a voi.
Sito ufficialevai al sito ufficialeMusica
Strumentimusicali.net
negozio italiano
Negozio online italiano di strumenti musicali e attrezzatura audio, con un catalogo molto ampio.
Sito ufficialevai al sito ufficialeThomann
negozio tedesco
Uno dei più grandi negozi di strumenti musicali al mondo, con un catalogo sterminato e il sito in italiano. Grazie a chi ce l’ha suggerito su Mastodon.
Sito ufficialevai al sito ufficialeBandcamp
azienda statunitense
Per comprare dischi, vinili e musica digitale direttamente da artisti ed etichette indipendenti: la maggior parte di quello che pagate va a loro. I file scaricati sono vostri, senza DRM. Se cercate invece un’alternativa per ascoltare musica in streaming, abbiamo un articolo sulle alternative a Spotify.
Sito ufficialevai al sito ufficialeGiocattoli
Città del Sole
catena italiana
Catena nata a Milano nel 1972, oggi con un’ottantina di negozi in tutta Italia e un negozio online. Vende solo giochi creativi, scelti per età: niente giocattoli legati ai programmi TV o alla moda del momento, e nessuna divisione fra giochi «da maschi» e «da femmine» fonte.
Sito ufficialevai al sito ufficialeArtigianato e commercio equo
Altromercato
cooperativa italiana commercio equo e solidale
La più grande realtà italiana del commercio equo e solidale: cibo, cosmetici, oggetti per la casa e regali, comprati da produttori di tutto il mondo pagati il giusto. Si compra online o nelle botteghe sparse in tutta Italia. Per i regali di Natale, è un ottimo posto da cui partire.
Sito ufficialevai al sito ufficialeEtsy
azienda statunitense commissioni alte per chi vende
Milioni di artigiani di tutto il mondo: non c’è un magazzino, si compra direttamente da chi fa a mano gli oggetti. Diciamolo onestamente: è anche lei una grande azienda americana quotata in borsa, con commissioni che gli artigiani lamentano da anni. Però i soldi arrivano a una persona che crea, non a un magazzino automatizzato. Se potete, cercate prima gli artigiani della vostra zona.
Sito ufficialevai al sito ufficialeE i servizi di Amazon?
Amazon non è solo un negozio. Per gli altri servizi abbiamo articoli dedicati:
- Prime Video → alternative a Netflix (valgono anche per Prime Video);
- Alexa → alternative a Google Home, cioè gli assistenti vocali che non ascoltano per conto di qualcun altro;
- Kindle → un lettore di ebook qualunque, gli ebook senza DRM e il prestito di MLOL;
- Ring → semplicemente, pensateci bene prima di puntare una telecamera collegata al cloud di Amazon sul pianerottolo.
Disdire Prime: un passo alla volta
Cambiare abitudini da un giorno all’altro è difficile, e non serve essere perfetti. Un buon inizio è non rinnovare l’abbonamento Prime: senza la spedizione gratuita in un giorno, il pulsante «Acquista ora» smette di essere un riflesso, e ci si ritrova a chiedersi se quella cosa serve davvero. Se proprio dovete usare Amazon, accumulate gli acquisti e fatene uno ogni tanto. Poi, pian piano, provate a farne a meno.
E quando il 27 novembre la vostra casella di posta si riempirà di «solo per oggi!», ricordatevi che domani ci saranno altre offerte, e dopodomani anche. Il pianeta, e chi lavora nei magazzini, non hanno bisogno di un altro Black Friday fonte.
Cosa è cambiato in questo articolo (5)
- 2026-11-02: aggiunti IBS e laFeltrinelli (stessa società, che gestisce anche il sito di Libraccio), Librerie.coop e, in una nuova sezione Giocattoli, Città del Sole; ammorbidito il consiglio sul negozio sotto casa.
- 2026-11-01: riscritto da capo: notizie aggiornate al 2026 (accordo col fisco italiano, nuova indagine di Milano, multa dell’Antitrust ridotta, 30.000 licenziamenti, Alexa che manda tutto nel cloud, riconoscimento facciale di Ring, emissioni in crescita, Bezos a Venezia), alternative divise per categoria con nuove voci (Libraccio, MLOL, Liber Liber, Comprovendolibri, FediMercatino, Vinted, Subito, Wallapop, Strumentimusicali.net, Bandcamp, Altromercato); avviso su Bookdealer, che non paga le librerie e oggi non risponde; tolto GoodBook, chiuso a fine 2023; aggiunto il link a 1percento, la ricchezza dei miliardari in scala; tolti i link morti.
- 2025-10-07: aggiunto articolo sui problemi attuali di Bookdealer.
- 2025-09-26: aggiunta notizia Iscrizioni ingannevoli a Prime, Amazon pagherà 2,5 miliardi di dollari.
- 2025-01-24: aggiungo link a Amazon rimuove “equità per le persone nere” e “diritti LGBTQ+” dalle politiche aziendali.
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