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Recensioni

Pecie, lo studio editoriale open source per tesi, libri e manuali

· di skariko

Licenza AGPL v3.0
Questo programma è considerato software libero perché rispetta le quattro libertà: libertà di eseguire il programma per qualsiasi scopo, libertà di studiare il funzionamento del programma e modificarlo, libertà di ridistribuire copie, libertà di migliorare il programma e distribuire le modifiche.

Pecie è un programma open source e italiano per scrivere tesi, libri e manuali: testo, appunti, fonti, versioni ed esportazione in un unico progetto, tutto sul vostro computer.

Indice

Chi ha scritto una tesi lo sa: oltre al testo, c’è tutto quello che gli sta intorno. Il file tesi_definitiva_v3_ULTIMA.docx, la cartella dei PDF, gli appunti sparsi, la bibliografia da sistemare la notte prima della consegna. Pecie nasce proprio per mettere ordine in tutto questo: è un programma open source con licenza AGPL v3 per Windows, macOS e Linux, sviluppato dall’italiano Lorenzo De Marco, che ce lo ha segnalato sulla nostra comunità di feddit. Lo avevamo già citato di sfuggita tra le app da mettere nello zaino, oggi lo vediamo più da vicino.

Il nome non è casuale: le pecie erano i fascicoli in cui, nelle università medievali, si divideva un libro, e che messi insieme formavano il volume intero. Ed è proprio così che Pecie fa costruire un documento, un pezzo alla volta.

Come funziona Pecie

Al primo avvio Pecie chiede tre cose: in quale cartella salvare i lavori, un piccolo profilo dell’autore (nome, ruolo ed eventualmente università o azienda) e la lingua. L’interfaccia è in italiano, oltre che in inglese, tedesco, spagnolo, francese e portoghese.

Poi si crea un progetto partendo da un modello: tesi, paper, libro o saggio, manuale, giornale, articolo, sceneggiatura e persino script per video. Ogni modello prepara già la struttura di base, per esempio frontespizio, indice, prefazione e primo capitolo per un libro. Tutto il progetto, compresi immagini, allegati e cronologia, sta in un’unica cartella con estensione .pe, che si può spostare o copiare come qualsiasi altra cartella.

A sinistra c’è il Binder, il raccoglitore con capitoli, sezioni e appunti; al centro si scrive. Pecie usa il Markdown, cioè testo semplice in cui per esempio un titolo si indica con # e il grassetto con due asterischi. Se non lo conoscete non è un problema: c’è una barra con i pulsanti per titoli, grassetto, elenchi, tabelle e note, una guida integrata e una vista divisa che mostra a fianco il risultato finale. Chi ha usato Scrivener riconoscerà le altre viste: l’Outliner (l’elenco dei documenti in tabella, con stato e numero di parole), la Corkboard (una bacheca con un cartoncino per ogni capitolo) e Scrivenings, che mostra più sezioni una dopo l’altra come un testo unico.

Ci sono poi alcune funzioni pensate per i lavori lunghi e seri:

  • materiale di ricerca: si importano PDF, documenti Word, immagini e appunti, che restano nel progetto accanto al testo e si possono consultare senza uscire dal programma;
  • cronologia: si possono creare dei punti di salvataggio, confrontare due versioni e recuperare solo il pezzo di testo che si era cancellato per sbaglio;
  • più autori: se il progetto passa tra più persone, Pecie tiene traccia di chi ha scritto cosa, senza bisogno di un server;
  • citazioni e bibliografia, con profili pensati per i lavori accademici;
  • esportazione in Word (DOCX), LibreOffice (ODT), EPUB, PDF, HTML e altri formati. Gli strumenti per la conversione sono già inclusi; fa eccezione il PDF impaginato in stile libro, che richiede LaTeX installato a parte, mentre la versione più semplice («PDF Markdown puro») funziona subito.

Una nota per chi passa molte ore davanti al testo: oltre a tema chiaro e scuro, Pecie permette di usare OpenDyslexic, un carattere pensato per chi ha la dislessia. Nella prossima versione, già pronta nel codice ma non ancora scaricabile, arriveranno più di cinquanta caratteri, tra cui altri studiati per la leggibilità come Atkinson Hyperlegible.

Schermata di creazione di un nuovo progetto in Pecie: il campo «Titolo progetto», i modelli Vuoto personalizzabile, Tesi, Paper, Libro / Saggio, Manuale, Giornale, Articolo, Script video e Sceneggiatura, il menu della lingua impostato su Italiano e il pulsante arancione «Inizia a scrivere»; a destra la cartella di destinazione e la descrizione del modello Manuale

L’editor di Pecie in vista divisa: a sinistra il testo in Markdown della «Pagina del titolo», con i campi titolo dell’opera, autore, sottotitolo, collana ed edizione; a destra la stessa pagina già impaginata, con il paragrafo «Nota editoriale»

La vista Corkboard di Pecie: sei cartoncini affiancati con l’etichetta «draft», uno per Pagina del titolo, Indice e architettura, Prefazione, Capitolo 1, Note di lavoro e Appunti rapidi, ciascuno con il numero di parole

La finestra «Esporta contenuto» di Pecie: modello Libro / Saggio, formato PDF, ambito Intero progetto, il percorso del file da creare e il pulsante arancione «Avvia export»

Il PDF esportato da Pecie aperto in un lettore di documenti: in alto il titolo «Book» e il nome dell’autore, sotto l’indice con Pagina del titolo, Nota editoriale, Indice e architettura, Prefazione e Capitolo 1

Se volete vederlo all’opera, Lorenzo ha pubblicato anche un video di presentazione su YouTube.

Privacy e qualche limite

Pecie è local-first: vuol dire che tutto, dal testo agli allegati alla cronologia, resta sul vostro computer. Non serve un account, non c’è un cloud e la ricerca e le esportazioni avvengono in locale. Anche quando si condivide un progetto, il programma prepara un pacchetto e mostra prima cosa contiene, compresa l’eventuale cronologia. Abbiamo dato un’occhiata al codice: non ci sono sistemi di statistiche e il programma non si collega da solo a server esterni, nemmeno per cercare aggiornamenti.

Qualche limite va detto. Pecie è giovane: la prima versione pubblica è di maggio 2026 e quella attuale è la 0.1.9, quindi qualche spigolo è da mettere in conto. Per un lavoro importante conviene tenere comunque una copia di sicurezza della cartella del progetto. I file da scaricare sono pesanti, tra i 130 e i 300 MB, proprio perché contengono già gli strumenti per esportare. I pacchetti per Windows e macOS non sono firmati digitalmente, quindi al primo avvio il sistema potrebbe mostrare un avviso. Su Linux ci sono i pacchetti .deb (Debian, Ubuntu, Mint), .rpm (Fedora, openSUSE) e l’AppImage, che funziona più o meno ovunque senza installazione; Pecie è incluso anche in Ufficio Zero, una distribuzione Linux italiana.

Se cercate qualcosa di più collaudato per la scrittura vi avevamo parlato di Zettlr, mentre per i romanzi c’è bibisco.

Download Pecie

Sito ufficiale GitHub Codice sorgente

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