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Cassandra Crossing

IobT: l’internet delle brutte Cose

· · di Marco Calamari

Siamo ancora sulla USS Sulaco, ma la manovra di atterraggio su LV-426 è già iniziata; bisogna stare attenti!

In questo articolo Cassandra dice, secondo noi, alcune cose che in molti pensano ma che in pochi vogliono dire.

Questo articolo è stato scritto il 25 agosto 2023 da Cassandra

Cassandra Crossing 550/ IobT: l’internet delle brutte Cose

Siamo ancora sulla USS Sulaco, ma la manovra di atterraggio su LV-426 è già iniziata; bisogna stare attenti!

D’accordo, perfino tra i 24 indomiti lettori qualcuno avrà cominciato a stufarsi delle citazioni cinematografiche di Cassandra; oggi si troveranno quindi particolarmente a disagio.

Il vero problema tuttavia è che la gente si sta stufando anche di leggere articoli che parlano, od almeno sostengono di parlare, di GPT3 e/o ChatGPT, e stanno cominciando a disinteressarsi della questione.

Per questo qualsiasi cosa è giustificabile pur di mantenere desta l’attenzione, e Cassandra è pienamente giustificata nel rispolverare ed usare i suoi tormentoni, cinematografici o meno, contenuti nelle sue passate profezie , che si stanno puntualmente avverando.

Si, perché ormai il dibattito, se così si può chiamare, sulla pericolosità della falsa Intelligenza Artificiale si sta frammentando in sterili e distraenti “Ho provato a farci x”, “Non va usata nella situazione y”, sarà utile nel caso z”.

Sono tutti problemi inesistenti.

Il problema non è GPT-3, siamo noi. Od almeno, la maggior parte di coloro che leggono articoli su GPT-3 e si fanno un giro sul sito di OpenAI.

Sono i primi ad essere esposti alla possibilità di credere di dialogare con un’entità se non intelligente, almeno razionale.

E non è così. Un “giro di prova” eseguito con un minimo di curiosità e scetticismo, permette ad una persona di rendersi conto con che cosa ha a che fare, e lasciar perdere, traendone le debite conseguenze.

Purtroppo non sarà possibile lasciar perdere.

Perché già oggi molti hanno deciso di “farsi aiutare” da GPT-3, e stanno producendo testi la cui attendibilità è, per usare un eufemismo, dubbia, e la cui qualità … beh lasciamo perdere.

Ma già da tempo il mondo era pieno di persone pagate “pochissimo” per produrre “contenuti” a cottimo. Li trovavate sempre sui siti acchiappaclick, e sempre più spesso anche sui “quotidiani telematici”.

Il problema di queste persone è per fortuna in via di rapida soluzione; dovranno scegliere se andare a spasso o tentare di riciclarsi come “esperti di produzione di testi tramite IA”.

Inquinatori professionisti, insomma. Delinquenti culturali, se vogliamo essere più specifici

Si, perché il da tempo annunciato inquinamento dell’Infosfera è già qui.

Come pure è iniziato l’avvento di oggetti “intelligenti” che sembrano davvero intelligenti, non limitati all’improbabile dialettica di Alexa o Siri, ma emissari di vere IA.

Oggetti che fanno l’interesse di altri a vostro danno, e quindi “cattivi”.

Non state tranquilli quando percorrerete la Rete tramite i vostri assistenti digitali; girate gli angoli con cautela, evitate i corridoi bui e scappate a gambe levate se vedeste macchie di bava sul pavimento.

Date retta a Cassandra; potreste ancora salvarvi.

“Decollare e nuclearizzare, è l’unica soluzione.”

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