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Alternative ad Amazon

· · di skariko

Iniziative come il Prime Day e il Black Friday speculano sui lavoratori e sul pianeta. È secondo noi importante usare alternative ad Amazon

Indice

In questi giorni si sprecano gli articoli su Amazon, il 13 ed il 14 ottobre è infatti il famoso Amazon Prime Day. Noi andremo totalmente controcorrente. Intanto, nel caso a qualcuno interessasse o ne avesse il dubbio, diciamo una cosa importante: non avremo mai e poi mai un’affiliazione Amazon. E oggi più che mai crediamo sia giusto parlare delle alternative ad Amazon.

Essendo un articolo su Amazon ci riferiremo principalmente all’Amazon Prime Day. Ma il discorso vale anche per il Black Friday (sapevate che 8 italiani su 10 sono pronti a cedere dati personali in cambio di sconti? fonte). Ogni anno queste giornate generano un volume eccezionale di vendite. Nessuna azienda normale può tenere il passo ad una pressione commerciale simile. Non ne può uscire nulla di buono da eventi di questo tipo.

Alternative ad Amazon: perché?

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Sappiamo benissimo però che dire di no ad Amazon è molto, molto complesso. Chi è iscritto ne è, a ragione, entusiasta. Il loro servizio clienti è ineccepibile. Rimborsano tutto a tutti senza mai proferire parola. Riescono a spedire tutto in tempi celeri, hanno spesso i prezzi più bassi tutti e si trova pressoché di tutto.

Ma tutto questo ha un costo: un costo umano ad esempio. Nonostante Jeff Bezos sia da più anni l’uomo più ricco del pianeta fonte (quanto guadagna Jeff Bezos? ) i suoi dipendenti scioperano spesso e protestano per le pessime condizioni di lavoro fonte fonte fonte. È di pochi giorni fa la notizia che quasi 20.000 (ventimila!) dipendenti statunitensi di Amazon e Whole Foods Market (sempre di proprietà di Amazon) sono risultati positivi al coronavirus fonte.

Negli Stati Uniti hanno inoltre avuto qualche importante problema con le donne in gravidanza fonte, mentre in Europa ci si chiede se è vero che Amazon prende di mira i lavoratori che cercano di organizzarsi e se abbia mai spiato leader politici fonte. Ultimo, ma non per importanza, la sua AI pareva essere leggermente sessista fonte.

Perché non utilizzare Amazon?

La lista dei perché sarebbe il caso evitare Amazon è pressoché infinita. Oltre al costo umano, parliamo del costo economico: in tutta Europa ha versato solo 11 milioni di tasse su un giro di affari di oltre 4,5 miliardi di euro fonte. Negli Stati Uniti Amazon è dal 2016 che non paga l’imposta federale. E riceve rimborsi fiscali di svariati milioni di dollari fonte. Solamente nel 2020, dopo 4 anni, ha dovuto pagare 162 milioni di tasse negli Stati Uniti (a fronte di 14 miliardi di reddito) fonte.

Si può andare avanti parlando anche dell’orribile gamificazione del lavoro fonte, dei problemi delle videocamere Ring (di proprietà Amazon) con la privacy fonte, del prestare il proprio sistema di riconoscimento facciale all’FBI fonte e dell’usare sempre il riconoscimento facciale per monitorare gli immigrati fonte.

Si può aggiungere anche che giganti come Amazon hanno letteralmente distrutto le piccole realtà fonte perché è impossibile competere con un gigante simile che, oltretutto, paga pochissime tasse anche in Italia. Secondo Il Sole 24 Ore infatti i giganti Amazon, Google, Twitter, Airbnb e Tripadvisor hanno versato complessivamente la bellezza di 14 milioni di euro di tasse fonte.

Inoltre Amazon è pressoché da sempre in perdita perché guadagna in altri modi fonte dunque non lo si può definire un concorrente leale e le aziende normali non riescono ovviamente a tenere il passo di un’azienda che lavora in perdita. Per questo è importante prendere atto di questo e fare la propria parte.

Le ultimissime notizie su Amazon riguardano l’annuncio della Commissione UE dell’avvio di una procedura e di un’indagine per violazione delle regole sulla concorrenza. Amazon userebbe a suo vantaggio dati riservati dei concorrenti favorendo chi usa i suoi servizi fonte fonte.

Altre notizie su Amazon

Da quando abbiamo pubblicato questo articolo sono usciti tantissimi altri articoli su Amazon e sul perché non utilizzare Amazon.

Questa lista potrebbe allungarsi in caso uscissero nuove notizie.

Alternative ad Amazon: una scelta etica

Insomma non siamo sicuri di riuscire a proporvi delle vere e proprie alternative ad Amazon, vogliamo però far capire che ci sono decine di motivi per non utilizzarlo che vanno ben oltre la semplice comodità personale. Le alternative che possiamo proporre non sono altro che utilizzare per quanto possibile i negozi di vicinato. Se volete invece acquistare online provate altri siti di e-commerce differenziando quindi i vostri acquisti anche se questo può costare qualche euro in più. Potete ad esempio provare sul sito ufficiale di quello che state per acquistare al posto di andare da grossi rivenditori. Un esempio banalissimo solo per rendere l’idea: il caffè Lavazza acquistato su Lavazza.it e non su Amazon.

Inoltre possiamo suggerire di trovare nuovi e-commerce utilizzando strumenti come trovaprezzi.it , ad esempio. Se volete esiste anche un bel thread (Archive ) su r/Italy in merito con molti link interessanti.

Alcuni suggerimenti alternativi ad Amazon:

  • Etsy , è un sito che raccoglie milioni di artigiani di tutto il mondo. Non hanno un loro magazzino ma comprerete direttamente da chi produce a mano questi oggetti.

  • Reware , l’importanza di un’informatica sostenibile. Questa cooperativa aggiusta computer (notebook e desktop) e li vende ricondizionati sul mercato. Ottimo per chi non vuole spendere una follia soprattutto in questo periodo di lockdown che i prezzi per i portatili sono triplicati.

  • Backmarket , su vostro suggerimento fonte vi segnaliamo anche questo grande market per dispositivi elettronici ricondizionati. È molto conosciuto e i commenti sugli acquisti sono positivi.

  • Smartphone e tablet ricondizionati: per quanto riguarda solo gli smartphone ne abbiamo parlato anche su Feddit . In questa pagina de Il Blog del Nagi trovate molti suggerimenti utili che vi riassumiamo:

  • Bookdealer , l’unica vera alternativa ad Amazon quando si parla di libri. Bookdealer infatti è la prima piattaforma di e-commerce in Italia a sostenere attivamente le librerie indipendenti. Su Bookdealer trovate davvero le librerie indipendenti di tutta Italia e grazie ad un motore di ricerca ben fatto potrete cercare tutti i libri che volete ed acquistarli direttamente online dai vostri librai di fiducia. Senza passare da Amazon o da altri grandi rivenditori! Purtroppo ultimamente Bookdealer non se la passa bene e spesso nemmeno le librerie che gli stanno dando fiducia. Tenetene conto perché potreste non trovare più tante librerie come una volta.

  • GoodBook, grazie ad una vostra segnalazione vi proponiamo anche l’utilizzo di questo servizio. Non l’abbiamo mai provato ma sembra in tutto e per tutto simile a Bookdealer e sembra anche essere nato prima. Ad una prima occhiata sembra avere molte meno librerie partner rispetto a Bookdealer.

  • Thomann Italia , specializzato in ambito musicale. Grazie per avercelo suggerito fonte.

Cambiare è possibile ma, soprattutto in questo caso, deve essere una scelta etica e personale. Non vi diremo di non usare Amazon perché è inaffidabile perché non sarebbe la verità. Il nostro consiglio però è quello di utilizzare una delle tante alternative ad Amazon.

Come sempre consigliamo la cautela e un po’ di pazienza a chi non è avvezzo ai cambiamenti drastici. Provate magari a non rinnovare l’abbonamento Prime e a rallentare gli acquisti resistendo all’irrefrenabile impulso del premere il tasto “acquista con un click”. Disattivando Amazon Prime potete iniziare a rallentare il modo in cui acquistate. Provate ad usare Amazon solo quando avete raggiunto una certa cifra così da spendere meno in spedizione e poi potete pian piano provare a farne a meno.

Il pianeta non può più sopportare altri Amazon Prime Day o altri Black Friday fonte.

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