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Recensioni

Native Alpha

· · di skariko

Licenza GPL v3.0
Questo programma è considerato software libero perché rispetta le quattro libertà: libertà di eseguire il programma per qualsiasi scopo, libertà di studiare il funzionamento del programma e modificarlo, libertà di ridistribuire copie, libertà di migliorare il programma e distribuire le modifiche.

Grazie a Native Alpha potete utilizzare con semplicità le web app isolandole tra di loro. Un ottimo metodo per non installare applicazioni!

Vi riproponiamo un argomento già trattato in passato con la recensione di WebApps. Quello di cui andremo a parlare dunque sono le cosiddette web app e vi proponiamo l’utilizzo di Native Alpha, un’applicazione open source davvero interessante.

Purtroppo WebApps non è più supportata dal suo sviluppatore fonte e il suo utilizzo ne è sconsigliato anche per via del fatto che non offre una vera e propria sandbox fonte dunque non c’è troppa differenza nell’utilizzare un qualsiasi altro browser per tutte le web app.

Iniziamo con il chiarire subito cosa sono le web app. Per farla semplice sono dei collegamenti sul vostro smartphone che portano a determinati siti. Vengono chiamate web app in pratica tutte quelle applicazioni/siti web che funzionano via browser e che sono stati ottimizzati per l’utilizzo tramite smartphone. In qualche modo simulano l’effetto di una vera e propria applicazione senza però la noia e i problemi relativi all’installazione di un’applicazione.

Native Alpha: perché preferire le web app?

I motivi per preferire una web app rispetto ad un’applicazione vera e propria sono diversi. Ad esempio l’installazione di applicazioni proprietarie richiede spesso autorizzazioni importanti come l’uso di svariati sensori, lettura dei contatti, cronologia chiamate, uso della posizione e molto altro. Usare un servizio tramite web riduce questi rischi permettendo di fare tutto da browser. Ad ogni singola web app, ovvero sito web, potete decidere dare determinate autorizzazioni e limitarne l’ingombro.

Inoltre le applicazioni possono avere alcuni limiti come l’installazione obbligatoria tramite Play Store o altri store proprietari. In un mondo ideale se tutti i servizi fossero attivi e funzionanti tramite web app probabilmente potremmo avere degli smartphone senza Android senza grossi problemi già da oggi stesso.

Ora che abbiamo spiegato cosa sono le web app possiamo continuare a parlarvi di Native Alpha. Questa applicazione vi permette di creare dei collegamenti con delle web app.

Usare X senza installare X

Facciamo un esempio pratico. Se avete la necessità di utilizzare X, l’ex Twitter (nonostante l’esistenza di Mastodon), potreste non voler installare la sua applicazione ufficiale che contiene 3 traccianti ma soprattutto richiede la bellezza di 53 permessi fonte.

Fin qui non ci sarebbe molto di diverso rispetto a WebApps (che comunque non verrà più aggiornata). La differenza più importante è che Native Alpha può isolare (sandbox) una web app dall’altra: ognuna ha i suoi cookie e i suoi dati, che non vengono condivisi con le altre.

Facciamo un altro esempio: se oltre a X aggiungete anche Amazon come web app, senza sandbox questi due siti possono in qualche modo parlarsi. Con la sandbox attiva, invece, le due web app sono totalmente separate, dunque Amazon non parlerà con X e viceversa. Lo sviluppatore consiglia di attivarla per i siti che rispettano meno la privacy, non per tutti: la sandbox rende l’app un po’ più lenta e occupa più spazio.

Un tempo la sandbox era riservata alla versione a pagamento. Dalla versione 1.5 invece la versione scaricata da GitHub o da IzzyOnDroid ha tutte le funzioni della versione a pagamento, gratis: oltre alla sandbox, la modalità a schermo intero, la protezione con impronta digitale per ogni web app e la modalità scura forzata sui siti fonte. Ricordiamo che se volete scaricare direttamente da GitHub potete sfruttare l’applicazione Obtainium per mantenerla aggiornata.

Sempre dalla versione 1.5 c’è anche un blocco delle pubblicità: di base usa la lista “Fanboy Ultimate List”, ma potete scegliere voi quali liste usare.

Versione a pagamento e aggiornamenti

La versione a pagamento, Native Alpha Plus, esiste ancora ed è disponibile solo sul Play Store. Non serve più comprarla per avere tutte le funzioni: oggi è soprattutto un modo per sostenere lo sviluppatore, che si può aiutare anche con una donazione su LiberaPay.

L’ultima versione, la 1.5.2, è del maggio 2025: l’app funziona, ma da più di un anno non riceve aggiornamenti.

Quali alternative a Native Alpha?

L’alternativa più conosciuta è Hermit: nella sua versione gratuita non isola le web app, mentre in quella a pagamento sì fonte.

Nonostante Hermit non sia open source (e lo sviluppatore dice di non avere in programma di renderlo tale) fonte, il suo sviluppatore permette di acquistare la versione a pagamento direttamente da lui, senza passare dal Play Store fonte. Inoltre aggiungendo il suo repository su F-Droid è anche possibile aggiornare l’applicazione senza mai installare nulla dal Play Store fonte.

Attenzione: anche se aggiungete il repository su F-Droid l’applicazione è e rimane a codice chiuso. Semplicemente la scaricate direttamente dallo sviluppatore. In questo caso F-Droid fa solo da “contenitore”.

Sito ufficialevai al sito ufficiale Google Playscarica da Google Play Acquista senza Play Store Repository per F-Droid

Download Native Alpha

IzzyOnDroidscarica da IzzyOnDroid Google Playscarica da Google Play GitHubscarica da GitHub Codice sorgenteguarda il codice sorgente
Cosa è cambiato in questo articolo (2)
  • 2026-10-18: la versione gratuita di GitHub e IzzyOnDroid ha tutte le funzioni della versione a pagamento, non solo la sandbox; aggiunto il blocco delle pubblicità; aggiornati i dati su X e su Hermit; sistemati titoli e link.
  • 2025-09-04: aggiunto il fatto che anche nella versione gratuita, se scaricata da GitHub o IzzyOnDroid, è disponibile la sandbox per le webapp.

Vedi tutte le modifiche su Codeberg →

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📦 Cos'è F-Droid?

È un negozio di app come il Play Store, ma dentro ci sono solo app libere. Se un'app ha pubblicità o ti traccia, F-Droid te lo dice prima che la installi. Esiste dal 2010: in tutti questi anni è diventato il punto di riferimento di chi tiene alla privacy su Android.

Come si installa, in 3 passi

  1. Apri f-droid.org dal telefono e tocca Scarica F-Droid.
  2. Apri il file scaricato: Android ti chiede se il browser può installare app. Rispondi sì.
  3. Fatto. Da qui cerchi e aggiorni le app come sul Play Store (la prima volta Android farà la stessa domanda per F-Droid: sì anche lì).
La schermata Scopri di F-Droid: in alto le Nuove app, sotto quelle Aggiornate di recente, con le icone delle app una accanto all'altra
Ecco cosa vi troverete davanti

😌 È sicuro? Sì, ed è anche per questo che lo consigliamo. E le app non le scegliamo a casaccio: prima di parlarne guardiamo chi le sviluppa, da dove arrivano e cosa chiedono di poter fare sul telefono.

Vuoi saperne di più? →

Bugiardino · leggere attentamente

🤔 Come si installa un APK?

Semplificando al massimo: un APK è il file di installazione di un'app, un po' come i file .exe su Windows o i .dmg sul Mac.

  1. Tocca il bottone e scarica il file .apk.
  2. Aprilo: Android ti chiede il permesso di installare app «da fonti sconosciute». Concedilo.
  3. Installa.
⏳ Ti chiede di aspettare 24 ore?

È una novità di Google per le app di sviluppatori che non si sono registrati da loro. Se non te lo chiede, salta pure questa parte.

  1. Attiva le Opzioni sviluppatore (Impostazioni → Info sul telefono → tocca 7 volte «Numero build»).
  2. Lì dentro attiva l'opzione per le app di sviluppatori non verificati e riavvia il telefono.
  3. Dopo 24 ore torna lì e scegli se consentirle per 7 giorni o per sempre.

Si fa una volta sola, non per ogni app. Se poi la disattivi, le app installate così non si aggiornano più.

✅ È pericoloso? No, se il file arriva dalla pagina ufficiale del progetto. Mai APK da siti a caso: usa sempre i link che diamo noi.