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Curiosità

Alternative agli auguri di buon anniversario, edizione 2026

· di skariko

Le Alternative compie sette anni! Come è andato l'ultimo anno, cosa è stato fatto e quali sono gli obiettivi per il futuro del progetto!

Indice

Eccoci qui con l’ormai consueto appuntamento annuale su Le Alternative, uno dei pochi articoli che vedrete scritti su questo blog in prima persona e non al plurale. Il progetto Le Alternative nasce il 17 ottobre del 2019 e quindi oggi compie ben 7 anni!

La Lista è la nuova homepage

È stato un anno intenso, non lo dico per dire, ma proprio perché ci sono stati tantissimi cambiamenti anche personali. Uno dei più vistosi è sicuramente il cambio della homepage: chi legge il blog sa che era un’idea che mi frullava per la testa da diverso tempo, ne avevo infatti accennato proprio l’anno scorso.

I motivi che mi hanno spinto a fare questa scelta sono diversi. In sette anni sono stati pubblicati quasi 2000 articoli, se fate i calcoli sono quasi uno al giorno: per quello che è sostanzialmente un blog personale direi che è una media invidiabile! Proprio per questo, però, il blog è diventato un enorme archivio, e un archivio non è il posto migliore da cui partire.

Chi arriva su Le Alternative di solito ha una domanda semplice: cosa posso usare al posto di WhatsApp, di Gmail, di Google Drive? Sul blog la risposta c’è, ma è sparsa tra centinaia di articoli in ordine di data, alcuni scritti anni fa e nel frattempo superati. E tra una nuova Cassandra, un’app scovata su F-Droid e le news, il punto principale del progetto, cioè le alternative, rischiava di finire in secondo piano. Il blog quindi non si ferma, anzi continua con lo stesso ritmo, ma non è più la porta d’ingresso. Quella ora è la Lista di Le Alternative, che raccoglie le risposte in un posto solo. È un progetto open source, con codice libero, pubblicabile e replicabile ovunque e da chiunque. È un sito che presenta un bouquet di alternative reso possibile da tutti questi anni di esperienza e dai commenti, i test e le recensioni di tutte le persone che affollano le comunità di Le Alternative. È un sito resiliente, non censurabile (poi ci arriviamo) e facilmente gestibile anche da altre persone nel caso io non potessi più occuparmene.

Anche il blog però è cambiato

Mentre preparavo questo articolo è cambiato anche il blog stesso. Trovate qui un articolo che spiega bene cosa è successo quindi cercherò di essere breve: anche il blog ora è un sito statico, è fatto con Hugo e sono riuscito a trasferire tutto il sito di WordPress senza perdere nulla. È un passo gigantesco per un blog di 7 anni e migliaia di articoli ma sembra essere venuto tutto bene.

Lo spostamento sul dominio .it

Sull’onda di quanto di vergognoso è successo con Autistici / Inventati ho spostato anche il dominio principale su lealternative.it. Qui ci torna utile il concetto di sito statico, resilienza etc. Grazie alla staticizzazione del blog anche quest’ultimo è finito sul .it quindi ora finalmente dopo tanti anni i domini principali sono lealternative.it e blog.lealternative.it!

Radicle, .onion e altre cose

L’infamante accusa da parte degli Stati Uniti verso A/I, come detto poco fa, mi ha fatto male anche a livello umano e ha acceso diverse lampadine sull’urgenza di non ignorare più alcuni punti che ormai diamo per scontati e purtroppo sempre presi sottogamba da tutti (me compreso). Come viene spiegato bene anche qui, questo è possibile proprio perché Le Alternative è un semplice blog e il sito nuovo è addirittura solo una manciata di file replicabili da chiunque. Chi offre servizi non può spostarsi da un giorno all’altro come se nulla fosse.

Come atto dimostrativo, e per curiosità personale, ho dunque iniziato a condividere il progetto di Le Alternative su un git peer-to-peer chiamato Radicle, di cui arriverà poi una recensione. In pratica il sito oltre a essere un git classico ospitato su Codeberg (e copiato automaticamente su Sourcehut e forgejo.it) è anche copiato su diversi server/computer di altre persone aumentandone così la resilienza.

Ho inoltre creato una copia del sito accessibile tramite Tor e con dominio .onion, anche questo non perché sia “una soluzione” ma è soprattutto una dimostrazione e penso sia necessario rispondere alle nefandezze come meglio possiamo. E sappiamo già che internet e la condivisione possono fare grandi cose, bisogna soprattutto crederci e iniziare a farle noi stessi.

E questo vale per tutto, anche per i social network e il Fediverso.

Prove di decentralizzazione dei domini

Sempre per spirito di decentralizzazione e di provare cose nuove, mi sono spinto fino al cosiddetto web3 pur non apprezzandone diverse (molte) parti. È stata una mezza tragedia, nel senso che senza l’ausilio di un buon LLM probabilmente non sarei riuscito a fare quello che poi ho fatto su https://lealternative.ar.io/. Il problema è dovuto principalmente alla necessità di aggiornare il sito di tanto in tanto, se fosse stato un sito completamente statico “una volta e per sempre” le cose sarebbero state (anche se di poco) più semplici.

È un bell’esempio di decentralizzazione perché il sito, in quella versione, è sulla blockchain di Arweave ed è sostanzialmente davvero incensurabile. Quello che può essere fermato è il gateway (in questo caso ar.io) che mostra il sito. Ma di gateway possono essercene infiniti e si possono creare anche in autonomia self-hostandoli quindi è di fatto non censurabile. Però poi alla fine usandolo in questo modo non è troppo diverso dall’avere “tanti domini” con la differenza che qui non c’è un registrar a cui dover dare i propri dati.

La parte più interessante forse è che sarebbe potenzialmente raggiungibile anche direttamente dalla rete arweave quindi con protocollo e indirizzo ar:// ma attualmente per farlo servono estensioni esterne e nessun browser lo fa di default.

Non che, come già detto, penso che Le Alternative sia scomodo e venga censurato ma mi piaceva fare delle prove e delle dimostrazioni di cosa sarebbe possibile fare.

L’arrivo e l’addio di Yoota

Parlando un po’ d’altro, verso la fine del 2025 ho deciso di tirare fuori un altro progetto. Si chiamava Yoota e aveva come mascotte un cane. Il progetto nasceva dalla necessità di condividere alcune notizie su strumenti alternativi e non solo: volevo evitare che Le Alternative perdesse la sua natura e si trasformasse in un blog di notizie, e per questo avevo pensato a un nuovo dominio e a una nuova identità, collegata solo marginalmente a Le Alternative.

Forse non è stata un’ottima idea. Era una cosa che volevo fare da tempo e che avevo già provato a fare in tanti modi (per chi si ricorda: Le Alternative | Fresh o l’utente Fediverso qui sul blog), arrendendomi ogni volta. Ora ci riprovo in un modo diverso, senza un sito a parte: come ho spiegato nell’articolo del primo ottobre, le news sono qui sul blog e arrivano direttamente dal profilo Mastodon di Le Alternative. Speriamo sia la volta giusta!

Cosa resta di Yoota

Il dominio yoota.it ora rimanda direttamente alla sezione News del blog, dove infatti, non per nulla, compare il logo di Yoota. E non sono arrivate solo le news, qui sul blog si sono trasferite anche due pagine che prima stavano su Yoota:

  • le novità da F-Droid, che si aggiornano da sole ogni giorno con le app appena entrate nel catalogo di F-Droid e quelle aggiornate di recente, e che segnalano quando di un’app abbiamo già parlato sul blog;
  • Decrypt, il cifrato della settimana: ogni lunedì una nuova frase in cui ogni lettera è stata sostituita da un’altra, e bisogna capire quale. Si gioca tutto nel browser.

Il Fediverso

Cambiando ancora discorso, insieme a InformaPirata stiamo continuando ad aprire nuovi servizi sul Fediverso che spero vengano apprezzati. Dopo l’esperienza positiva con feddit.it e con citiverse.it ho deciso di tirare su un terzo server chiamato fedisky.it. Quest’ultimo si basa sul software WAFRN ed è sostanzialmente una figata: permette (ma non è né vincolante né obbligatorio) infatti di avere contemporaneamente due profili che possono essere seguiti e interagire sia col Fediverso (quindi Mastodon etc) che con Bluesky. È, dunque, di fatto uno dei primi server italiani per poter interagire con Bluesky senza dover fare un’iscrizione a Bluesky. Se lo vorrete infatti potrete gestire un profilo nickname.at.fedisky.it, ed è quello che ha fatto anche Le Alternative: il nostro profilo Bluesky ora vive su fedisky ed è lealternative.at.fedisky.it.

Qualcuno, che probabilmente non ne ha capito bene il funzionamento tecnico, ha addirittura deciso di bloccare il server sul nascere (cioè gli utenti di quel server non possono dialogare con le persone su fedisky.it) ma questo è anche il bello del Fediverso. Se qualcuno vuole recintare i propri utenti è libero di farlo e se le persone sono contente di questi blocchi chi sono io per dire che è sbagliato? È bene solo ricordarsene quando si sceglie un server su cui iscriversi perché Fediverso non vuol dire per forza “tutti parlano con tutti” ma “tutti parlano con tutti quelli che non vengono bloccati dall’amministratore del vostro server” :)

Un’altra cosa importante: i costi per i prossimi mesi caleranno drasticamente perché abbiamo trasferito Feddit su un server più piccolo. Prima mi costava quasi 40€ al mese ma dopo diverse analisi è venuto fuori che oltre il 99% del peso era dovuto a persone iscritte esclusivamente a comunità anglofone che non hanno mai interagito con le comunità locali o anche solo italiane. E abbiamo pensato che non è giusto, non è corretto né per chi ci mette fisicamente il server ma non è giusto nemmeno nei confronti della comunità italiana che viene costantemente ignorata e lasciata in disparte favorendo sempre i soliti 2-3 grandi server anglofoni.

Grazie a questo lavoro è stato possibile portare il server a 15€ al mese.

L’idea però, come avete già capito, non è diminuire i servizi ma anzi sfruttare questo ridimensionamento per ampliare l’offerta dei servizi offerti cercando però di dare la priorità alla creazione di comunità italiane perché ce ne è un grandissimo bisogno.

SFSCON e Digital Independence Day

E qui ci infilo anche l’SFSCON, il 13 e 14 novembre al NOI Techpark di Bolzano: per la prima volta in Italia ci sarà il Digital Independence Day e farò da relatore per parlare del progetto di Le Alternative per raccontare un po’ come un semplice blog personale è diventato nel tempo un punto di riferimento per molte persone e come si è naturalmente creata intorno una comunità che si aiuta a vicenda. Sono molto emozionato per questa opportunità ma sono anche contento di averne la possibilità di farlo!

Alla prossima e cosa aspettarsi per il 2027

Direi che per il momento è tutto, concluderei dicendo che stavo cercando degli sponsor per i server sul Fediverso ma non ho ancora trovato nessuno (anche per questo è stato scelto un ridimensionamento di Feddit). Questo perché mi piacerebbe tirar su altre istanze di software differenti perché in Italia ne mancano ancora molti ma le donazioni (a proposito, grazie davvero a chiunque abbia donato anche solo un euro!) coprono a malapena le spese attuali e non posso imbarcarmi in nuovi server fintanto che non sono sicuro di avere al sicuro quelli già presenti. Vediamo se con il ridimensionamento si riuscirà a creare qualcosa di nuovo soprattutto se c’è richiesta quindi andate e moltiplicatevi e parlate sempre del Fediverso (ma soprattutto abitatelo)!

Se volete aiutare con le donazioni questo è il link per farlo: https://lealternative.it/donazioni/ ed è possibile farlo letteralmente in qualunque modo ovvero carta di credito, Satispay e bonifico bancario. Tutto viene segnato per una gestione trasparente del progetto e per capire, anche insieme, quanto ci si può spingere “oltre”. È possibile anche mandare Bitcoin, Ethereum e Monero e vengono usati soprattutto per esperimenti e per testare nuove opportunità.

L’obiettivo per l’anno prossimo è proprio provare a creare nuovi server all’interno del Fediverso, magari tentare alternative diverse e moderne come Loops ma prima serve un minimo di stabilità economica (per questo puntavo a un sostegno esterno da qualche provider) così da poterci lavorare più serenamente.

Grazie di nuovo, soprattutto se siete arrivati fino a qui, e alla prossima!

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